sabato 7 dicembre 2019

Annullare il jet lag con il metodo Ramblingzucchini



Oggi vi esporremo brevemente come fare a non subire gli effetti del jet lag durante i viaggi in aereo per lunghi spostamenti.
Il problema principale del jet lag è che il vostro orologio biologico non ha lancette da spostare avanti ed indietro, e segue i suoi ritmi. Insomma sapete bene la storia.
Il trucco è tanto banale quanto difficile da applicare ed efficace.
 
 
Dipende tutto dall'ora cui atterrate a destinazione. Pertanto, se atterrate la sera/notte, volete arrivare stanchi, così da aver bisogno di dormire subito all'arrivo, e la mattina dopo, pronti via come se niente fosse.
Se atterrate la mattina, volete arrivare il più riposati possibile, così da poter affrontare il giorno pieno dell'arrivo al massimo delle energie, da consumare per arrivare stanchi la prima notte.
E' sempre quello il punto, la prima notte del giorno dell'arrivo dovete arrivare a letto che vi trascinate.
Se arrivate a metà giornata, come la logica suggerisce, dovete arrivare mediamente stanchi, anzi un po' di più, di modo che alla sera possiate crollare a letto.

E' essenziale usare il tempo trascorso in volo per modulare la vostra stanchezza in modo ottimale.

E' inutile parlare di "come è andato il volo?", chissenefrega del volo, voi non vi state spostando per il volo, vi state spostando per essere al 100% a destinazione. Preferite un volo "andato bene" e passare 3-5 giorni a recuperare il jet leg, oppure fare un volo anche di inferno, ma che vi consente di usare appieno i giorni e le energie a destinazione?

Come esempio possiamo usare i voli dell'ultimo spostamento di Matteo tra Italia e Nuova Zelanda con intermezzo cinese.

Allora, come si vede i voli sono piuttosto equilibrati, il che è una pacchia per dormire.
Primo volo, si parte alle 21, ci sono 13 ore, si atterra alle 5, discretamente facile arrivare alla mattina riposati, basta usare il volo come propria notte per dormire. Certo, lo sappiamo, ci sono anche 1 o 2 pasti da fare a scombinare il riposo, ma niente di trascendentale.
Secondo volo, si parte alle 2 di notte e si arriva alle 6 del mattino. Ci sono 11 ore di sonno da assaporare per arrivare freschi e pimpanti a destinazione. Tutto liscio come l'olio.
Al ritorno, il primo volo è alle 14, più 10 ore di volo vuol dire che per il nostro corpo a destinazione sarebbe mezzanotte, invece sono le 5 del mattino. Che significa? Significa anche qui dormire il più possibile, ma significa anche che la sera prima ci si deve coricare presto e svegliare molto presto la mattina, altrimenti a chi è che viene da dormire 10 ore alle due del pomeriggio, se non ad un panzone sudamericano? 
E' qui che dovete decidere cosa è più importante per voi, farvi "un bel volo", guardare film e passare il tempo, od impiegarlo per essere riposati alla mattina?
Ovviamente questa è la teoria. Se durante la mattina dell'arrivo siete stanchi concedetevi un paio di mezz'ore per ribilanciare la stanchezza (come può essere uno spostamento in bus o chi per esso. Matteo del tratto Pechino-muraglia cinese non ha visto nulla, come pure al ritorno).
Ok ora siamo all'ultimo volo, si parte all'una di notte, ora alla quale siete arrivati strisciando come un commando, e dopo 12 ore atterrate alle....18:30. Questo è un problema, perchè a voi serve arrivare alle 18:30 stanchi, ma vorreste usare il volo per dormire.
E anche qui, decidete il meglio per voi.
Piccola digressione: sappiamo bene che le abitudini sono dure a morire come la poca elasticità mentale, ma per gli indomiti del "figurati se faccio uno sforzo del genere", sarà interessante scoprire che esiste il sonno polifasico, una tecnica che prevede di dormire per periodi corti, più volte al giorno, adottati da diversi individui di spicco, come potete leggere nel link wikipediano.
Addirittura una volta Matteo ha letto che il primo uomo ad aver fatto il giro del mondo in aereo in una tirata unica (o forse attraversava solo qualche oceano?), si era allenato nel dormire un minuto e essere vigile un minuto, altrimenti l'aereo chi lo pilotava?
Tornando al nostro jet lag, la scelta di un ramblingzucchiano starà nel riposare il minimo indispensabile per rimanere abbastanza stanco alla sera dell'arrivo. I trucchi ve li inventate voi, dall'alternare mezzo film o un film con un riposino, al tenere il sonno leggero così che quando passano a distribuire i pasti ve ne accorgete e anche se aprendo gli occhi vi bruciano e siete rintronati, vi sforzate di svegliarvi e di fare il vostro pasto lentamente, all'alzarsi e fare due passi tra un pisolino e l'altro (cosa comunque da fare sui voli lunghi per evitare di avere delle caviglie da elefante all'arrivo).
Alla sera sarete un rottame, ma a chi importa quando il giorno dopo pronti via, come un giorno normale?
Matteo dopo il quarto volo atterrato la domenica sera, il lunedì alle 5 era in piedi per lavorare, passando una giornata all'80% delle energie.
E' un principio davvero semplice e logico, che Matteo ha realizzato già dal suo primissimo volo di atterraggio a Perth in Australia nel 2014, con voli decisamente meno bilanciati, arrivando la sera all'imbrunire discretamente stanco ed il giorno dopo sveglia spontanea presto per iniziare la giornata, come potete rileggere qui.

Queste regole le potete sfruttare ed applicare a qualsiasi volo vi capiti sottomano, la riuscita della strategia dipende dalla voglia che avete di godere appieno del vostro tempo finito lo spostamento, che per inciso non è l'esperienza, ma ci porta all'esperienza per la quale ci stiamo spostando.
In barba a quelli che patiscono il passaggio da ora legale a solare e viceversa!

Ovviamente è un metodo brevettato quindi per utilizzarlo dovete versare un contributo per coprire la proprietà intellettuale.
Stateci bbuono!

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