sabato 11 ottobre 2014

La traversata del Nullarbor e l'arrivo ad Adelaide

Eccoci tornati a scrivere, da un sobborgo di Adelaide!
Ramblingzucchini infatti ha cambiato Stato. Ma facciamo un po’ di ordine.
Vi avevamo lasciato con alcuni pensieri figli dell’inglorioso epilogo del capitolo bremerbeiese. Come detto, niente pesce nel modo più assoluto. Per spezzare la monotonia Silvia è venuta in barca a vedere cosa voleva dire andare a pescare,
ma non ha potuto assistere perché il mare era vuoto, ma almeno ha visto il tramonto.
Sempre per riempire il tempo siamo andati alle dune, tanto difficile è stato trovare la via giusta per raggiungerle, quanto bello trovarle, sembrava proprio di stare nel deserto, e Matteo ha costruito una tavola da sandboard, talmente ben fatta che non scivolava neanche dalla cima della duna più alta, dove la pendenza era notevole. La tavola era pesante, il sole accecante, e le scarpe piene di sabbia, ma è stato comunque un bel momento. Sulla via del ritorno abbiamo visto un tiger snake vivo allontanarsi senza fretta dal sentiero.. Nello stesso giorno Silvia ha potuto finalmente cancellare un’altra voce dalla lista delle cose da fare: vedere mamma canguro con il figlioletto nel marsupio.

In un modo o nell’altro l’ultimo giorno è arrivata e l’abbiamo festeggiato con una bottiglia di vino scelto dalla someliera Silvia durante il nostro viaggio lungo Denmark, quindi siamo andati dagli estoni, che ci avevano regalato delle succulente patate dolci,
a passare insieme l’ultima serata, senza però far festa perché Tispiezzoindue era appena tornato da una 2 giorni in mare con i nuovi skipper arrivati dal South Australia dove la rete si era impigliata nell’elica e avevano dovuto chiamare i sommozzatori. Ahahaha
E quindi via! verso nuove avventure!
il primo giorno abbiamo raggiunto Esperance, con l’idea di fermarci il tempo di fare la richiesta per il secondo visto. Quel giorno era una festa nazionale di cui non sapevamo l’esistenza e quindi niente biblioteca per internet.  Abbiamo però trovato un bar con wifi e…tadààààà! il sito del dipartimento era fuori servizio……………
La qualità delle spiagge cominciava già a scemare rispetto ai livelli cui ci aveva abituato Bremer Bay e così decidiamo di provare a Norseman a trovare un wifi, nostra prossima tappa, una città che prende nome da un cavallo che con una zampata per terra ha scoperto un filone d’oro e vi è stata costruito sopra una città, ora molto deprimente. Per noi che venivamo da Bremer la differenza si vedeva ma non eravamo scioccati, immaginiamo per chi viene dalle grandi città cosa può voler dire!
La sera precedente in una piazzola tra Esperance e Norseman Silvia ha fatto amicizia con Jim, pensionato che se la spassa grazie alla sua pensione da standard australiani, con la quale ha vissuto 3 anni di fila in Africa, due anni in Europa, sempre comprandosi un mezzo con cui muoversi sul posto. Gli piaceva raccontarci le sue storie e dirci cosa aveva capito della vita dai suoi viaggi, ovvero che è meglio rilassarsi e non essere schiavi dell’orologio.
In biblioteca il prezzo di internet era fuori discussione e ci siamo arrangiati con la connessione del telefono, (grazie papi del cell) inoltrato la domanda e siamo ripartiti.
E così inizia la mitica traversata.

Ci teniamo a dire una volta per tutte cosa vuol dire attraversare il Nullarbor (leggasi nallabor): su internet ci sono quelli che dicono che è palloso oppure quelli che scrivono 5 pagine super dettagliate con chilometraggio, attrazioni da visitare e simpatiche deviazioni.
La verità è che il viaggio, essendo in mezzo al nulla, 
è un po’ noioso si, ma anche molto vario ed interessante. 




Ovviamente uno se lo deve fare un po’ passare, ma il paesaggio varia abbastanza e ogni tanto si può rimanere affascinati dalla vastità e perdersi nei propri pensieri, popolando quelle distese di varie figure, alcune forse mitiche, come i primi esploratori o i cercatori d’oro che le percorrevano in cerca di fortuna. Come preannunciato da Jim abbiamo visto la ragazza cinese che trascinando un risciò sta compiendo la traversata a piedi, oppure un paio di ciclisti, ma ci siamo persi il ragazzo con lo zaino in spalla e l’uomo che correva.
Purtroppo non abbiamo visto nessun cammello selvatico, solo forse uno scheletro in una piazzola in cui abbiamo passato la notte.
Le cittadine segnate sulla mappa non sono altro che stazioni di servizio, in genere estese, che offrono anche motel e campeggio, e magari fanno pagare 20 dollari una piazzola senza corrente, in cui fai le stesse cose che puoi fare in mezzo al bush, dormendo per conto tuo in una delle numerosissime piazzole di sosta che costellano la Eyre Highway.. Potete capire da soli quale opzione abbiamo scelto…
Il prezzo del carburante, come avevamo letto, è da fuori di testa (ma, comunque, sempre più economico che in Italia…), ma sapete una cosa? Non ci ha toccato, perché il nostro Babarino, come sapete, ha anche il GPL, e quindi quando la benzina, che usualmente sta intorno a 1,56 $, costava 1,99$, noi pagavamo il Gpl un salasso, ovvero 1,30 $ al massimo. Le stazioni di rifornimento sono circa ogni 200 km e non c’è alcun motivo di prendere taniche di riserva come letto ovunque e sentito dire.
Come non è vero che la strada è deserta. Ripetiamo, venivamo da Bremer Bay, ma comunque il traffico è abbastanza da non aver “paura”, anche se forse a causa del long weekend, e tra i viaggiatori c’è il cameratismo minimo per cui si saluta con il classico cenno svogliato della mano..
Abbiamo attraversato il rettilineo più lungo d’Australia
e visto posti notevoli come le Bunda Cliffs.


Per chi viene da est, al confine c’è un controllo perché non vogliono che si portino verdure e frutta da un paese all’altro, ma il nostro controllo sarebbe stato, sempre come anticipato da Jim, a Ceduna.


Vicino alla Nullarobr RoadHouse Silvia ha potuto depennare un’altra voce: vedere le balene dal vivo! La notte l’abbiamo passata alla roadhouse
dove è possibile fare la doccia di 5 minuti per 1 $ (indipendentemente che ci si fermi al campeggio o no) perché pensavamo che il parcheggio li vicino segnalato fosse a pagamento, invece è possibile campeggiare gratis giusto prima dell’ingresso nell’area del parco marino.
Arrivati a Head of Bights, la vecchia al banco ha detto a Silvia che essendo fine stagione non c’erano balene, così ci siamo messi fuori a fare colazione e abbiamo deciso di passare li anche tutto il giorno se necessario, non avendo fretta.
Rientrati, la vecchia ha detto che c’erano le balene sulla rampa di destra, così siamo andati ed erano laggiù lontane!
Così Silvia le ha chiamate, e più le chiamava più si avvicinavano. Nel frattempo Silvia ha fatto amicizia con una donna svizzera in viaggio da sola nella natura australiana. Alla fine, grazie a Silvia, hihi, le balene sono arrivate proprio sotto di noi, così finalmente le potete vedere anche voi!




Jim ci aveva detto che 100 km prima della Nullarbor Roadhouse c’erano, con una deviazione di 26 km su sterrato (così capite le distanze qui in Australia…), delle caverne, vicino alle quali aveva campeggiato 2 giorni senza nessuno intorno, dove ha potuto vedere i cammelli selvatici, ma non ci andava di fare 50 km di sterrato con Babar e magari bucare un’altra gomma.
A Ceduna ci hanno controllato la frutta e verdura, ma senza cani antidroga e altro come diceva Jim, ci hanno guardato solo il “frigo” e potevamo avere merce di contrabbando in tutto il resto del van. Quindi abbiamo inutilmente mangiato tutto. A Ceduna abbiamo trovato il gas ad 88 centesimi! manco a Perth era così economico.
Parlando del carburante lungo il Nullarbor va detto che sono dei ladri, ma solo nella parte del WA. La stazione segnalata con il carburante più economico, con tanto di cartelli, vendeva la benza a 1,96$ contro gli 1,98-1,99$ delle altre….bel risparmio…nella parte del South Australia invece il carburante ha prezzi normali come da città del WA.
Arrivati a Port Augusta, abbiamo deciso di concederci un regalino dopo giorni di pasti vegetariani crudisti…una bella pizza!

Come evidente dalle foto, sono 2 pizze TOTALMENTE diverse…ma entrambi insapori. La cappa di formaggio arrostito che ricopre tutto, fa si che all’interno, tra la pasta e il formaggio, tutto rimanga bagnato e come bollito, e al posto del pomodoro qui usano…ketchup. Di sicuro Tispiezzoindue l’avrebbe gradita più di quelle che le ha fatto Silvia, ma per noi uno schifo unico. Matteo ha fatto (udite udite) fatica a finirne una. Abbiamo fatto una promessa a noi stessi: ”MAI più pizza in Australia, che non sia verissima pizza italiana e senza prima averle viste”.
Scoperto che non saremmo potuti essere ricevuti dalla cugina di Silvia prima del lunedì, abbiamo dovuto perdere del gran tempo nella breve tratta Port Augusta-Adelaide, e sono stati 2 giorni molto pallosi. Tentativo vano di rompere la monotonia è stato crearsi un mazzo di carte, di cui potete notari i particolari sopraffini.

Abbiamo campeggiato in un bush camp, ovvero un campeggio senza corrente ma con i servizi igienici, ed è stato bello vedere come qui la cultura del non sprecare acqua sembri meglio radicata che in Italia, con gente che chiude l’acqua mentre si insapona sotto la doccia.
Uno dei dubbi di Matteo quando era in Italia ha trovato risposta in Australia: si, si può raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla per l’irrigazione dell’orticello, non evapora ne’ niente. Qui senza le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana dalle grondaie o dal cielo, alcuni insediamenti umani sarebbero impossibili. Quindi gente italica, smettete di pagare le bollette dell’acqua almeno per l’acqua che non dovete bere!
Il nostro itinerario ci ha portato anche in prossimità di uno dei tanti laghi salati della zona, ma questo era più grande, e con dei copertoni hanno costruito una specie di mostro marino…in questo nulla, una grande attrazione!

Abbiamo provato a fermarci in qualche paesello lungo il tragitto, ma il livello era abbastanza deprimente. Vogliamo però segnalare che nella zona vicino a Dublin, molti paeselli forniscono aree attrezzate per il campeggio gratuito. Quella dove abbiamo dormito noi era a bordo di un campo da football australiano, con tanto di bagni pubblici e docce, per le quali avremmo dovuto pagare 5 dollari per la chiave, ma un altro campeggiatore ci ha messo a disposizione la sua....doccia gratis! Basta cercare su internet...  Siamo così giunti ad Adelaide il lunedì mattina, parcheggiato in pieno centro e fatto un giro della città, piccola e ordinata, circondata da una anello di parchi e prati. Abbiamo trovato un noleggio gratuito di biciclette e in città c’è wi-fi libero, sembra un posto molto civile.




Noi stiamo in collina dalla cugina di Silvia, che per chi non la conoscesse, parla inglese e dialetto primierotto con accento inglese!
A dire il vero il primo impatto con il sistema semaforico cittadino, dopo mesi di Bremer Bay e Nullarbor, è stato un po’ noioso, ma ci siamo già riabituati.

PS, siccome non abbiamo raccontato niente di fantozziano, tranne il fatto che Matteo ha ricevuto il secondo visto, Silvia ancora no… chiudiamo in bellezza. Come anche i meno attenti sapranno, la volpe aveva rubato il sandalo sinistro a Matteo, il quale, dopo averlo cercato invano per settimane, ha chiesto ai suoi genitori di mandargliene un paio dall’Italia,  visto che nei negozi non si trovano della sua misura, e pare che i sandali siano tra la merce che non può essere importata in Australia……
Ebbene, dopo una ventina di giorni dalla spedizione, durante un giro nel bosco, Matteo la mattina ha ritrovato il sandalo perduto, e il pomeriggio ha ricevuto il pacco con i sandali nuovi.
Applausi.


PPS Incrociate tutti le dita per Silvia affinché riceva il suo visto

2 commenti:

  1. Spero che facesse più schifo della torta di lenticchie!!!!! Te la meriti!!! Ma non la si può neanche chiamare pizza!!!!!!! Dai cazzo!!!

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    1. si ti posso assicurare che faceva più schifo...ma non hai mai provato il riso all'ananas di Silvia...quello si che spacca...lo stomaco

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