lunedì 30 maggio 2016

Singapore

Tappa finale di questo viaggio...
Sentimenti contrastanti, alla fine non mi sento ancora di affrontare una realtà piena di occidentali, con tutto quello che comporta, sebbene le ultime tre settimane le abbia passate in un ambiente estremamente occidentalizzato. Ma si fa di necessità virtù, e poi il viaggio in realtà continua!
Bene, la mattina della partenza da Tioman, c'era la possibilità di prendere il traghetto alle 9 o alle 11 per Mersing e la terra ferma. Siccome il ristorantello non apre fino alle 9 e siccome il mio host a Singapore non si sarebbe liberato prima delle 20, decido di prendere quello delle 11. 
Per far arrivare l'ora, mi metto a chiacchierare con il gestore del posto dove sono stato, e mi racconta che una volta Tioman era molto gettonata, i traghetti arrivavano stracarichi. Poi il governo ha deciso di investire e fare lavori per richiamare turisti, ed ora i turisti non ci sono più perché nel frattempo hanno "aperto altre isole" (come dice lui), e i turisti vanno altrove. Inoltre tutti i lavori che hanno fatto qui, sono stati fortemente combattuti dai locali. Ad esempio la "Marina" di Tekek (non mi sovviene la traduzione, in pratica il complesso che accoglie le barche private e fornisce anche posti barca), non la voleva nessuno perché avrebbe ed ha distrutto i coralli, ma come spesso accade in democrazia, sono arrivati i funzionari, hanno preso i nomi dei protestanti e sta gente ha dovuto chiudere baracca. In questi giorni stanno costruendo una stradina sugli scogli, di una corsia, che permetterà alle moto di arrivare fino ad Air Batang (ora ci sono, ma sono isolate su questa spiaggia, agli asiatici non piace camminare), ma il mio gestore non è contento, perché conosce le conseguenze, ovvero più facilità di movimento ma anche più facilità di furti, e poi è uno a cui piace la vita tranquilla, altrimenti non starebbe qui da 20 anni. Mi chiede di dove sono e rimane stupito della risposta perché il mio accento non si sente (alla rifacciaccia di Silvia) e mi dice "Ah ci sono anche altre due italiane, perché non hai parlato con loro?", e gli spiego che cerco di parlare con i locali per capire la vita qui, parlare con gli occidentali non mi porta nulla se non i soliti discorsi triti e ritriti...mi aspetta un'indigestione di occidentali fra poco...tra l'altro da ste parti è impestato di francesi.
A chiudere la scenetta arrivano due sulla cinquantina e quando lui mi saluta sento subito un fortissimo accento australiano, sono della Tasmania. È ora di andare.
È una bella giornata ma il mare è ancora un po' mosso, anche se il fondale si vede distintamente. Qualcosa non va e alla fine il traghetto arriva, in senso opposto, alle 12:10, quindi la partenza effettiva sarà stata verso le 12:30 o dopo, visto che prima è andato a Salang...tra l'altro un po' avvilente vedere che la barca raggiunge Monkey Bay in 1 minuto e mezzo e Salang in 10 minuti scarsi.
Alla fine arrivo per le 15:15 alla stazione di Mersing ed il bus per Johor Bahru è alle 15:45, quindi mi fiondo a mangiare fagocitando due piatti di roba poco identificabile. Ci sono anche due francesi antipatiche che chiedono solo informazioni senza nessuna cortesia, le avevo viste anche da Penang a Perhentian Island, cerco di ignorarle al limite del possibile.
Il tragitto è tutto in mezzo a sterminate piantagioni di palme.
Arrivati alla stazione denominata Larkin o JL, cerco di trovare rapidamente il bus per Singapore, si può prendere l'express oppure un bus normale che fa tante fermate...alla fine non so mica se ho fatto bene a prendere il primo.
Il tutto funziona così: ci si pianta in coda fino alla frontiera malese, si scende con tutti i bagagli e si attraversa a piedi il controllo passaporti, si risale sullo stesso bus, che poi non è lo stesso ma non serve cambiare biglietto, e ci si pianta in coda fino alla frontiera di Singapore, si scende coi bagagli, controllo passaporti con compilazione questionario, si risale sul (non) stesso bus, che ti devi trovare perché nessuno per tutto sto teatrino ti dice dove andare e cosa cercare, ma niente di trascendentale. Il problema è che lo abbiamo aspettato più di mezz'ora, mentre mandrie di bus normali dalle molte fermate arrivavano e partivano. Infine si conquista l'agognata stazione di Queen Street (ore 20:30 nello specifico mio), dove incredibilmente in mio host mi ha trovato al volo. È insieme al suo amico e andiamo direttamente a cena. Sono molto simpatici e parlano un po' di inglese, sono giovani e lavorano in un negozio di elettronica in un centro commerciale.
Dopodiché l'amico ci saluta e inizia una lunga camminata verso casa (lunga perché ho 30 kg sulle spalle).
L'occidente ha vinto, siamo spacciati
Pensaci tu Jackie!!
Casa sua in realtà è una stanza, anzi un ripostiglio con spazio per un materasso, un armadio e qualche ammennicolo per vivere, ma c'è giusto spazio per terra per un altro materasso. Stanza piccola ma grande cuore, è questo lo spirito del CouchSurfing!
L'indomani parto alla scoperta della città, pur sapendo di non potermi aspettare molto visto cosa ho letto sulle guide. E qui capisco una volta di più che le guide sono, in effetti, solo delle guide. Non sono un dogma, sono poco più che opinioni personali di chi le ha scritte. Wikitravel addirittura diceva di stare attentissimi al caldo insopportabile, che la gente del posto non vive senza aria condizionata ed in pratica di evitare tutte le ore del giorno. Niente di più falso. Fa caldo, ma non caldissimo, ed è umido, ma non umidissimo...forse sono solo più di due mesi che sono nel sud est asiatico e mi sto abituando, ed in effetti a fine giornata passata a camminare sei sudato e puzzi come un caprone, ma se uno vuole girare a piedi una città senza queste condizioni allora consiglio giusto l'estremo nord Europa, per quella che è la mia esperienza.
Come non è vero che Singapore è diventata "verde". Voglio dire, il verde c'è, ma è più psicologico, per rilassare la vista forse, che effettivo. Può essere un modello per città con un piede nella fossa come Milano per capirci, ma se il metro è questo, Sydney allora è una riserva naturale. Qui vedi cose come grattacieli con dei giardini al posto dei balconi, o il parco "Gardens by the Bay", che è veramente all'avanguardia dal punto di vista del design (è la prima volta che mi pareva di essere dentro una simulazione al pc, di quelle che si usano per presentare i progetti urbanistici), e c'è molto verde, ma per essere un parco, la realtà è che c'è cemento ovunque e pare più di essere dentro un salotto dell'ikea piuttosto che in mezzo alla natura. Tra l'altro qui ci sono degli "alberi" tecnologici che, così a prima vista, sono stati scopiazzati liberamente da Milano per l'Expo tenutosi recentemente, sul quale non commento.
Con queste premesse, devo dire che Singapore mi ha un po' impressionato. Wikitravel diceva che sono gemelle con Kuala Lumpur, ma secondo me niente di più diverso. Kuala Lumpur è una gigalopoli futuristica dove per vedere un po' di verde devi sperare che un'erbaccia decida di impossessarsi di una crepa nel muro, e poi l'architettura qui a Singapore, devo ammettere, è veramente coraggiosa, innovativa, estrosa direi...osa. E a me i grattacieli fanno defecare, come le città nuove. Avevo sentito tempo fa che qualcuno ha detto "Basta coi palazzi stravaganti a Singapore", ma secondo me, almeno, aggiungono un "perché".
Il mio giro parte da Little India, dopo aver dribblato un indiano che mi parlava tutto sorridente e mi ha chiesto il numero per parlare di Italia e Australia...seeeee ciaobbello! Aspetta che ti chiamo!
Little India è bella, nel senso che pare autentica, la gente lì ci vive e le attività sono, si può dire, dirette agli indiani, non ai turisti. Se avete soldi da spendere e vi piace il genere, per quel che ne capisco io ci sono vestiti davvero belli. Quindi mi sono spostato verso Arab Street, che sarebbe il quartiere musulmano, e quasi per aggiungere spessore, arrivo mentre dai megafoni della moschea arriva la consueta litania (non che sia difficile mancarla visto che la recitano tipo 5 volte al giorno)...se chiudi gli occhi puoi immaginarti di essere che so io, tra i beduini del deserto per quello che la mia ignorante immaginazione mi suggerisce. A dire il vero questi suoni sono onnipresenti in Malesia, non serve venire qui, ma ad eccezione di una via piena di ristornati, devo dire che le abitazioni sono tenute molto bene, colorate, curatissime...col senno di poi suggerirei di evitare Kuala Lumpur, Penang, Malacca, perché a Singapore si vedono le stesse cose, ma meno artificiali (eccezion fatta per Chinatown che sebbene esteticamente bella, non è altro che un ammasso di ristoranti e negozi di souvenir). Ma è giusto soddisfare la curiosità, quindi andate a farvi la vostra di opinione.
Tempio Hindu

Quindi mi dirigo verso sud alla Marina Bay, dove si possono ammirare il leone-pesce simbolo della città e la stravagante costruzione formata da tre grattacieli sormontati da quella che sembra una lunga nave...o un galuscio. Come già detto, secondo me fa il suo lavoro perché, contrariamente a tanti grattacieli anonimi, quello lo associ direttamente a Singapore.
Quindi ho circumcamminato tutta la "baia", dove c'era una sorta di competizioni di barche a remi con frotte di partecipanti, e ho attraversato uno dei tre grattacieli appena nominati per dirigermi ai Gardens by the Bay, di cui ho già parlato all'inizio. Luogo interessante ed accattivante, ma molto molto artificiale per i miei gusti.
Verde psicologico
Architettura coraggiosa
Il giro non è stato lungo e sono rientrato presto, ma il mio guest è rimasto a bocca aperta quando gli ho raccontato dove sono andato (ribadisco, probabilmente un asiatico che si dia alla marcia viene trattato come un reietto in questa parte di globo, fanno di tutto per non camminare). Lui ed il suo amico lavorano fino alle 20 e quando ci troviamo andiamo a mangiare cinese
dove mi innamoro di una salsina di paprica, sesamo e peperoncino con la quale farcisco ogni pietanza...purtroppo caprine la composizione pare impossibile!
Come avete capito, essendo cinese deve documentare ogni respiro, ma almeno posso mettervi qualche foto provvisoria!
Mi consiglia di andare a vedere Faber Park, dove si può camminare nel parco sulle piattaforme aeree in mezzo agli alberi, e anche l'isola di Sentosa, però ho il dubbio che sia una sorta di disneyland.
Così tra il fatto che per i suoi orari di lavoro lui si alza tardi, e dinamiche varie, a mezzogiorno inizio l'ultima scarpinata di questo viaggio, che poi in realtà sono solo una decina di km ad andare e altrettanti a tornare, ma avevo poco tempo perché alle 18 volevo essere a casa per lavare me stesso e i vestiti per non portare cadaveri in giro tra i vari continenti.
Il parco secondo me vale la pena di essere visitato, ma dopo averne visto metà non è che mi fossi appassionato, è pur sempre un parco urbano con pedane in mezzo alle chiome degli alberi e io ho ancora vivida la memoria della giungla. Comunque non avevo tempo per vederlo tutto, quindi ho girato i tacchi e son tornato indietro, senza manco pensare di visitare Sentosa, visto che dall'alto, la prima cosa che accoglie coloro che attraversano il ponte in auto, è un castello disneyano. Al ritorno ho buttato un occhio a Chinatown, di cui ho già parlato.
Quindi ultima uscita culinaria con i due amici, ma stavolta addirittura dobbiamo correre e attraversare la città prima che il loro posto preferito per mangiare i dumpling cinesi chiude in mezz'ora...alla fine arriviamo giusto all'ultimo secondo utile.
che delizia!
Quindi giro a piedi per la Singapore bai nait per concludere il mio soggiorno 
Stamattina è stato così gentile da accompagnarmi in treno per un tratto. Una bella esperienza genuina di CouchSurfing!
Alla fine devo dire, con mia sorpresa, che Singapore mi è risultata intrigante, forse varrebbe la pena viverci per qualche tempo, non so.
Ora mi trovo all'aeroporto di Kuala Lumpur, che ho raggiunto in volo. Se avessi saputo, come già detto, che i trasporti qui sono così efficienti, avrei risparmiato soldi e ottimizzato i tempi spostandomi in treno o in bus tra le due capitali, invece che dover stare dieci ore rinchiuso qui dentro ad aspettare il volo per la Nuova Zelanda. Tutta esperienza!
Adesso vediamo lo scenario che mi attende a Queenstown! Incognito tanto per me quanto per voi, migliardi di lettori che ci seguite appassionati.
Dalla Malesia è tutto, passo la linea a voi studio.

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