lunedì 24 novembre 2014

Il giorno più lungo

Scritto da Matteo:
Eravamo rimasti a koh tao. Il giorno dopo mi sveglio e scopro che è pure peggio di come mi era sembrata di notte. Una delusione unica. Sporco e rifiuti ovunque, strade dissestate, sabbia qua e là.


Avete presente un cantiere edile abbandonato da tempo? La stessa sensazione. Porto i miei panni in lavanderia e mi annunciano che li terranno in ostaggio fino alle 17. A questo punto pago un'altra notte all'ostello, dove probabilmente siamo in tre e tutti nella stessa stanza, ma gli altri non sono amichevoli. Sconfortato, decido di girare l'isoletta in motorino, per trovare un bel posto per fare il bagno e riposarmi, dopo gli ultimi giorni un po' faticosi. Chiedo alla receptionist e, come avevo letto, mi dice di fare tante foto al motorino (perché sennò quando lo restituisci si inventano che hai fatto dei graffi e paghi). Faccio pochi metri e una ragazza tutta bendata se ne va a spasso per la strada. Alchè desisto, visto che tra le storie lette si parla pure di gente che ti affitta il motorino e poi te lo ruba, tanto per lucrare. L'ultima cosa che voglio è perdere tempo con questi pirati, nonostante in giro ci siano pieno di gente che sta guidando eh.
Siccome dovevo riposarmi che faccio? Tre quarti di Isola a piedi, andata e ritorno. Vedere rifiuti nel bosco mi mette una tristezza...l'unico punto dove non c'è tutta quella sporcizia è la passeggiata parallela alla spiaggia, dove addirittura spazzano le foglie sullo sterrato, ma basta prendere la prima via perpendicolare per vedere nuovamente quello sfacelo. È come vedere una baraccopoli nata da una discarica, e pure di fretta. Alzi lo sguardo e ci sono le montagne piene di vegetazione, ma ad altezza uomo la realtà è questa. I tre quarti di Isola li ho fatti solo per trovare un posto dove pucciarmi in acqua. La spiaggia principale è piena di navi grandi e piccole. Verso la fine, una serie di passerelle orribili in cemento armato si appoggiano sugli scogli per collegare le varie palafitte costruite in tutta fretta.

Sitthichai mi aveva detto che una sua amica mi poteva ospitare a ko samui, l'isola più grande del gruppo, e così, il giorno seguente, sabato, decido di dare un'altra possibilità a queste isole, perché non è possibile che la gente faccia le vacanze in questa latrina. Ho anche pensato che probabilmente è colpa mia e non ho capito il luogo, che dicono essere eccellente per le immersioni a tutti i livelli, e forse la gente guarda a quello e non al l'estetica del posto.
Durante il viaggio in barca la tv trasmette video di snowboard estremo, e mi torna in mente la fidanzata di sitthichai che sperava di vedere almeno una volta la neve.
Palm, l'amica di sitthichai, mi viene a prendere al molo, e come il suo amico, mi fa da guida.

La stagione delle piogge qui è molto più evidente che a ko tao, e mi porta a vedere le cose principali sulla via verso casa, dato che la pioggia rende impossibile ogni spostamento sensato. Le strade sono allagate a livello di alluvione, ma qua nessuno se ne cruccia. Anche lei lavora in un ufficio di meteorologia, e conviene con me che se non altro questa stagione il lavoro è facile, basta mettere pioggia tutti i giorni. Casa sua è sotto la torre radar dell'ufficio, pare che tra la postazione all'aeroporto e questa, in faccia molto altro. Per lo meno la spiaggia davanti casa sua è carina, con massi tipo quelli di elephant cove a denmark, anche se assai più piccoli.
Insomma ko samui, per quel poco che l'ho vista, mi è piaciuta di più, ma di sicuro non è una meraviglia. La sera mi porta a vedere, anche se era chiuso, la mummia di quel monaco, di cui avevo già sentito parlare, che è morto seduto a gambe incrociate e mi pare sia diventato spontaneamente mummia, e gli hanno messo gli occhiali da sole perché ormai gli occhi non ci sono più...non sapevo proprio fosse qui.
Oggi sveglia alle 4:30 per andare a prendere il traghetto, siccome anche lei doveva andare a surat thani (ha un corso di legge la domenica...), dove mi aiuta a prendere il bus per krabi, la mia nuova destinazione, in cui spero di riscattare tempo e soldi persi nelle isole. In realtà la mia destinazione è Ton Sai, vicina povera di Railay, che la guida descrive come il posto migliore al mondo per arrampicare, nella stagione giusta. Addirittura?
Ovviamente il bus non mi lascia alla stazione dei bus, ma davanti ai moto taxi per andare in stazione. Come prima cosa mangio, visto che avevo saltato colazione (fare il pescatore se non altro mi ha permesso di resistere senza colazione anche per dieci ore, cosa che non credevo possibile prima di partire per l'Australia). Vedo passare diversi songthaw bianchi, quelli che avrei dovuto prendere per raggiungere Ao Nang. Nessuno però si lascia avvicinare, e così in stazione ci vado a piedi, in tre minuti.
Mi ero vestito con il costume la mattina, perché avevo letto che a ton sai non c'è molo, quindi bisogna saltare in acqua per scendere dalle barche (che figo!).

Raggiunto il numero di paganti per partire, saliamo e arriva un altro temporale, così non ho potuto fare belle foto o video della breve traversata. A scendere a ton sai sono l'unico, mi metto l'impermeabile, sandali in mano e scendo. Il posto è incredibile, circondato da questi torrioni di roccia nuda ma stracarichi di vegetazione in cima. Faccio pochi metri e vedo che anche qui stanno iniziando a sbancare tutto, e la foresta deve lasciare posto a terra smossa mista a rifiuti, ma proseguo affascinato dalle montagne. Passo sotto due che arrampicano con la pioggia. Giro un po' a vuoto in cerca del "resort" in teoria più economico, e la gente mi guarda e ride...mah, forse qui tutti sanno già dove andare e nessuno è mai spaesato. Alla fine trovo il posto, sebbene non sia economico come speravo, ma una rapida indagine mi conferma che è comunque quello meno caro.
Mollo tutto, mi lascio addosso solo il costume, e parto alla scoperta del posto. Camminare scalzo sotto la pioggia battente senza dover pensare a vestiti o zaino o scarpe che si possono bagnare, mi ha sollevato molto. Il posto è incredibile, è più camminavo, più mi affascinava. Quasi un covo di pirati (che tra l'altro c'è pure) e da bravo Guybrush Threepwood giravo in cerca della mia missione, che era trovare un posto per fare di nuovo, finalmente, come a perth, water solo, e Ton sai dovrebbe essere il posto migliore a leggere su internet.
Le montagne sono veramente imponenti, maestose, bellissime, ma purtroppo non ho fatto foto perché non avevo la macchina fotografica, e meno male, visto che seguendo la costa sono poi finito in acqua.
Sinceramente non capisco come questo posto sia ancora così poco battuto dal turismo, ma dall'altra parte più lo giravo e più avrei desiderato che fosse un'area protetta, invece che vedere resort a bordo spiaggia. Andando verso railay, il paesaggio migliorava ancora, se possibile, e si, devo ammette che Railay, pur essendo la parte vip del posto, è anche più bella. Le falesie semplicemente mi lasciavano a bocca aperta letteralmente, e penso sarebbe così per chiunque venisse in questo luogo. Fare foto sarebbe pure inutile perché non riuscirei a catturare tutta la loro estensione. Credo bene che sono famose per l'arrampicata, credo che la bellezza del posto, il suo essere estremamente economico e la possibilità di arrampicàre fino alla nausea, dovrebbero attirare gente da ogni dove. Ma come detto, arrampicata a parte, il posto è meraviglioso e riscatta il viaggio a vuoto a ko tao. Se anche non riuscissi a fare water solo, sono felice di aver visto questo posto con i miei occhi. La bassa marea mi ha permesso tra l'altro di ammirare luoghi probabilmente inaccessibili in condizioni normali, e così corridoi ciechi e saloni nella roccia mi risultavano accessibili come ad una creatura marina. Vi consiglio di cercare delle foto su internet per farvi una minima idea, ma credo comunque che sia difficile trovarne di così soggettive. Continuava a piovere e io continuavo a girare per quella che ha tutta l'aria di essere un'isola, per il suo isolamento, invece sono solo due spiagge. Arrivato a railay est, l'unica cosa che mi ha fermato e fatto tornare indietro è stato un serpentello tra le rocce. Così ho dato uno sguardo a delle sorte di grotte appena accennate, con altari religiosi circondati da montagne di falli di legno...mah!
È così mi volto e...non riesco a descrivervi. Uno scenario che quasi non sembra appartenere a questo mondo. La spiaggia deserta, il tramonto nascosto dalle nuvole, che diffondono una luce giallastra, il mare e queste montagne che ne escono...ci mancavano le due lune e avrei creduto di essermi pagato un viaggio su un altro pianeta. L'unico rumore a disturbare (non poco) è il rumore delle "long tail boat", le imbarcazioni che portano la gente qui. Ma lo scenario era troppo, troppo bello, per pensare a questo. Mi sono commosso, quasi. Mi sono chiesto "è questo il posto più bello che abbia mai visto?". In un certo modo credo che la mia visione del paradiso sarebbe questa. In certi momenti, guardando a visuale ristretta, potevo immaginare di essere l'unico abitante del posto.

E qui ci sarebbero i titoli di coda, idealmente.

Ma questo è ramblingzucchini, e io sono Matteo, dopotutto!
Ad un certo punto rinsavisco e mi rendo conto che il tramonto è passato e tra poco sarà buio. Devo tornare indietro se voglio evitare guai.
Bel bello cerco il sentiero che da Railay est mi riporti a Railay ovest, poi si tratta di nuotare con ancora la luce e ritornare a ton sai.
Concluso il sentiero, mi trovo in un posto che non riconosco, la cui geografia mi pare capovolta. Chiedo info e sono a Railay est..ma come? Ritorno indietro e quindi mi trovo, al calar delle tenebre, a Railay ovest (anzi, manco, ero a Phra Nang Bay, a metà tra est ed ovest). Il Matteo di una volta avrebbe colto al volo la sfida fisica e psicologica e si sarebbe tuffato in mare raggiungendo, forse, a bracciate, ton sai. Invece ho chiesto ad un omino sulla barca se mi poteva aiutare. Ovviamente avendo solo il costume, non avevo soldi, e ovviamente non mi ha voluto aiutare. Allora, siccome luce ce n'è ancora da vedere dove metto i piedi, parto con la nuotata. Non ho mai avuto una gran resistenza a nuotare, ma andando a rana mi stanco meno.
Girato l'angolo, mi rendo conto che la spiaggia dove sto arrivando non è ton sai, che è più in là, sulla sinistra. Dove diavolo sono? Ormai è buio, ci penserò dopo. Arrivare alla spiaggia è stata una punizione dantesca. Il fondale era tutto di sassi taglienti e procedevo con una lentezza incredibile, dovuta al dolore LANCINANTE che provavo ad ogni passo. Cadi, rialzati, inciampa. La riva sembrava allontanarsi. Ritornare al largo per fare una nuotata unica era fuori discussione visto che sporadiche barche partivano dalla spiaggia. Quando sono arrivato, dopo un secolo, due in canoa arrivano dietro di me e chiedo se mi possono aiutare e portare a ton sai, poco distante, ma hanno paura delle barche e mi offrono di prestarmi i soldi per un viaggio in barca. Vado a chiedere quanto costa e ovviamente spariscono. Chiedo al pilota di aiutarmi che sono senza soldi, e mi indica un punto a riva, non capisco dove. Vado nella via dei negozi, chiedo ad una del padi se ha idea di come posso fare. "Cammina o nuota" mi dice. E grazie al c***o.
Provo con un altro sulla barca e mi indica di nuovo da qualche parte. Così vedo la biglietteria e dico al tizio che ho nuotato fin li, che sono senza soldi, se mi possono aiutare. "Quante persone? 400 baht". Sembrava di parlare con il riscossore di tributi in "non ci resta che piangere". Sono senza soldi!!
È li che pensa a come fare per avere i suoi soldi. "Lascia perdere. Fottiti". Si mette pure a ridere.
Così prende il comando il buon vecchio Matteo e nuotando, sbattendo mani, ginocchia, gomiti e piedi, arrivo sulla spiaggia e cammino fino alla mia capanna di bamboo derelitta.
Le mani, che non mi fanno male, sono distrutte. Per andare a cena ho messo le scarpe da ginnastica e almeno ho un po di sollievo.
Internet nella capanna non c'è quindi devo andare a mangiare per averlo.
Era più bello finire col tramonto sulla spiaggia eh? Troppo facile!
Vediamo domani che succede!

Matteo

4 commenti:

  1. Che bella esperienza!! Continua così !!!

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    1. Continuo a far che? A farmi male? Già fatto, ieri mi sono definitivamente demolito i piedi, come si può leggere nel nuovo post, e oggi non ho potuto combinare NIENTE...

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