domenica 9 novembre 2014

Chiang Mai

Scritto da Matteo
Dicevamo...la sera, in ostello, un po' intimorito dalle parole delle agenzie che dicevano che con l'inizio della stagione turistica, trovare una sistemazione per la notte sarebbe stato impossibile, ho detto "ah si? State a vedere", e ho fatto richiesta di CouchSurfing per chiang mai, nel nord del paese.
A parte il solito omosessuale che mi ha invitato spontaneamente, ho ricevuto risposta affermativa da Nink, che mi consigliava di essere lì il 7 per non perdermi la festività locale. Ovvero, la prima volta che mi troverei per caso in un posto nel momento giusto!
Il piano, fattibilissimo, diventa a sto punto completare la visita di bangkok la mattina dopo, tanto il check out era a mezzogiorno, pranzare "al solito posto"' e andare di corsa alla stazione dei bus di Chatuchak nella speranza di trovare un bus notturno che mi facesse arrivare a chiang mai la mattina del 7.
Sveglia relativamente presto e giro a piedi di quello che non avevo visto della città. Il che si traduce in una sauna, ma tanto lo avevo previsto.
La mia mappa della città non è dettagliata e sbaglio direzione, per fortuna, perché finisco in un mercatino locale in mezzo ai vicoletti, con frutta e verdure varie, oltre che alle immancabili fritture onnipresenti.
Arrivato al gran palazzo reale ecc ecc, che occupa un'area moto estesa, la cosa che mi colpisce è il palazzo della difesa che trasmette una musica da film erotico......mah.
Il palazzo è segnalato ovunque come imperdibile, infatti io me lo perdo. Per entrare sono vietati vestiti attillati, vestiti strappati e tutte le forme di vestiti corti. È possibile affittare gratuitamente vestiti lunghi, ma non esiste sulla faccia della terra che con quelle condizioni ambientali di caldo, umido e smog, io mi vesta lungo. Tanti saluti al palazzo reale, chissà cosa mi sono perso, ma sarebbe stato un sacrificio per me.
E quindi via, di nuovo in mezzo a bancarelle e templi.
Linee elettriche thailandesi...








Arrivo sul fiume e lo attraverso, per l'astronomica cifra di 3 baht, per raggiungere Wat Arun, il tempio dell'alba, veramente bello.

Come si può notare, l'aria di Bangkok è molto salutare...
Il molo coperto per accedere alla barca è molto antico, fatto di legno consumato e levigato dai passi di miliardi e miliardi di turisti nel corso del tempo.
È possibile salire in cima al tempio, in realtà fino a metà, è l'ultima rampa di scalini è quasi totalmente verticale, tanto che devo salirla di lato altrimenti mi picchiano le ginocchia. Cadere da quelle scale vuol dire lasciarci le penne, e i corrimano laterali sembrano sufficienti, pare, secondo i locali. Forse ho scalato cose più facili...
Questa foto non rende l'idea...guardate come si tengono per scendere!



Nonostante ciò, nessuno si tira indietro, comprese le vecchiette, ma quando è il momento di ridiscendere, più di uno ha difficoltà ad approcciare la scaletta.
Da lassù si vede tutta la città, compresa la coltre di smog che intorbidisce la vista dei grattacieli in lontananza.
Ok, tempo di rientrare, e verso le 11.15 sono a farmi la doccia in ostello e aspetto fino all'ultimo nella speranza che il ventilatore asciughi un po' l'asciugamano.
Dopo pranzo fermo un moto taxi e mi faccio portare alla prima stazione del treno. Suppongo infatti che i trasporti pubblici non raggiungano il centro storico proprio per salvaguardare la lobby dei tuk tuk e affini. Mentre andiamo mi chiede dove sono diretto, e si propone di portarmi direttamente alla stazione dei bus.
Cerco di capire quale sarà la mia biglietteria è una bigliettaia mi fa un cenno e trovo il mio bus. Partenza ore 21. Questo vuol dire che, essendo le 13.15, dovrò passare un bel po' di tempo in quella stazione, in attesa. Per verificare, chiedo il prezzo in un'altra biglietteria...cento baht di meno...bravo Matteo, ottima scelta!
Potrei andare fuori, ma i miei soliti amici smog il puzzone, e i fastidiosi caldo e umido, mi fanno desistere, oltre al fatto che ho lo zaino appresso. Per questo la gente prenota, per evitarsi otto ore di attesa, ma va bene così, bastava non dare ascolto a quelli che ti vogliono fare prenotare, e dicono che non si trova niente. All'ultimo minuto si trova tutto eccome, specie per uno spostamento del genere. È l'occasione per aggiornare il mio diario, scoprire che esiste la fanta alla fragola e guardarmi in giro, osservando la gente passare. Non mi è possibile inviare sms a Nink così lo chiamo, e mi dice di prendere un mini bus e farmi portare all'università, dove mi verrà a prendere.
Ceno e poi vado fuori a respirare un po di aria fresca e sana. Credo che la stazione dei bus di Bangkok sia la fabbrica dell'ossigeno della città, se capite cosa intendo.
Il nostro bus non arriva, e al suo posto ne arriva un altro, il nostro arriva dopo, in ritardo, nella fermata sbagliata, con le scritte sbagliate. I posti, in teoria, sono comodi, se sei normalmente alto. Il poggiatesta non ha regolazioni e mi picchia nelle scapole ed il poggiapiedi a scomparsa non fa altro che accorciare lo spazio effettivo per le mie gambe. Resisto una mezz'ora, poi me ne vado al piano di sotto, deserto. Almeno li posso più o meno stendermi. Il "food" compreso nel prezzo, di cui mi aveva parlato la bigliettaia, è una merendina di consistenza e dimensioni nulle. Meno male che non mi sono fidato e avevo cenato. Il bagno è riprovevole. Ovviamente non c'è carta manco in una situazione del genere, ma ci sono bottigliette d'acqua a profusione, se hai bisogno di pulirti il deretano, sempre che tu sia tanto coraggioso. Il treno notturno forse sarebbe stato meglio, ma tutti dicono che ci mette di più e devi prenotare un paio di giorni prima.
Ad un certo punto, nel mezzo della notte, l'autista mi sveglia per controllare il biglietto.
La mattina arriviamo con un'ora di ritardo a chiang mai. Nel viaggio avevo letto di evitare di farsi  abbordare dai tuk tuk appena fuori della stazione, e così mi sono defilato subito. Vado a cercare un mini bus, come detto da Nink. Ma nella via centrale nessuno di essi si ferma. Magari devo andare alla fermata del bus come a Bangkok, penso. Non funziona. Torno indietro, cambio strada, ma niente. Chiamo Nink e mi dice che allora passa e prendermi, tra un'ora circa. Così vado in giro a cercare un posto per fare colazione, cosa non facile se non vuoi iniziare la giornata con una bella frittura.
Ho chiesto cosa mangiano a colazione qui, e mangiano riso. Come in ogni altro pasto.
Vedo per la prima volta un palazzo con i ponteggi in bamboo.
Passa l'ora e richiamo, con gli ultimi soldi. Dopo un po arriva Nink, elegante, col suo pickup extra lusso. Nink è la mia prima esperienza di CouchSurfing lussuoso (sebbene io debba dormire per terra o sul divano, mentre in altri posti più semplici ho avuto un letto, una stanza e magari pure le chiavi di casa). 
Il trasporto che intendeva non era il mini bus ma il songthaew, dei pick-up rossi adibiti al trasporto di persone. Quelli si che li avevo visti in giro per le strade! Mi porta nella sua villa, dove ci sono altri 4 che surfano. In casa al momento c'è solo un ragazzo giapponese, gli altri sono andati a fare le attività disponibili in zona, vale a dire andare a dorso degli elefanti e rafting.
Mi lavo e poi andiamo al centro commerciale per pranzare. Nink insegna all'università ed è di quelle persone che aspirano ad avere sempre il top. La famosa "aspirazione"...dice che si stufa presto dei telefonini e deve cambiarli in fretta, al centro commerciale guardava un video proiettore per la sua casa, il televisore da un milione di pollici extra sottile gli sta già stretto. I soldi non sono mai abbastanza, dice.
Casa sua l'ha fatta costruire lui, e per entrare c'è una passerella sopra un, diciamo, fiumiciattolo, con dentro diversi pesci giganti, il più grande dei quali è proprio un bambino, ma anche l'unico amichevole.


Ci sono anche due cani molto disciplinati e suo padre, a dire il vero non molto amichevole, che vive la sua vita parallela. Credo che un personaggio del genere, nei secoli passati, sarebbe stato di quei mercanti che si facevano costruire case magnifiche che oggi la gente magari va a visitare pagando un biglietto. Gliel'ho detto, secondo me sei Bruce Wayne e qua sotto c'è la bat caverna.
Il pomeriggio ci lascia nel centro storico e lo inizio a girare con il giapponese, che però dopo poco va a prenotarsi il treno per bangkok. Meglio così, posso girare da solo, non è che sia uno molto attivo o sveglio. Nink gli ha detto fatti la sim thailandese e lui "ahm..si...ok...". Forse avrei dovuto farla anche io, qui usa molto tra i turisti, visto il costo irrisorio di tutto.
Il centro storico è più piccolino di Bangkok, appena 1 km quadrato, ma la città moderna è molto estesa. Ho visto qualche tempio dove il caos è un estraneo e ci sono costruzioni con i tetti in foglie essiccate e intrecciate...


Vado ad informarmi per arrampicare, attività popolare in zona, ma essere spaiato è come sempre un problema, a meno che non voglia andare in palestra, ma sinceramente non mi va di venire in Thailandia e arrampicàre sulla plastica. Mi sono segnato i contatti di altri spaiati, ma non ho molte speranze.
Una figata da queste parti sono bustine con pezzi tagliati di frutta, o succhi spremuti al momento, o frullati dove tu scegli quale bicchiere con quale tipo di frutta e loro cacciano tutto nel frullatore ed è servito. La città vecchia è piena zeppa di guesthouse e occidentali.
In una specie di convento c'era una uno spiazzo con diversi alberi, con una scritta a per ogni albero, da cui trarre ispirazione.
Messaggio importante sul parabrezza



Questa è per Silvia!




Dettagli sopraffini dei portali
Verisone notturna del tempio
In questo luogo ho dovuto affrontare la realtà dei bagni pubblici thailandesi, sprovvisti di carta ma con acqua e bacinelle e profusione.
Mi raggiunge il giapponese e andiamo per le strade del centro, ora gremite di gente per la festa locale, con parate di carri in costume (tristemente con temi di cartoni animati giapponesi). È usanza lasciare andare le lanterne di carta,

e il cielo è pieno di stelle rosse e arancioni, formate da queste lanternine volanti. La differenza tra un locale è un turista sta nel fatto che i locali comprano la lanternine, la accendono, chiudono gli occhi e rimangono in silenzio, forse pregando o esprimendo il loro desiderio. Il turista accende la lanternine e via con diecimila foto tutte in pose diverse, a passarsi a turno l'oggettino e a mettersi in posa.
Qui ho notato una realtà che mi era sfuggita finora, la gopro mania. Un sacco di gente che monta telecamere o telefonini in cima ad asticelle estensibili, trasformandole in macchine selfografiche. Una volta il tour leader lo distinguevi per il bastone o l'ombrellino rialzati...ora dovranno inventarsi un altro sistema, perché ora è piano di gente con il bastoncino.
Lungo le strade ho trovato un negozietto di frasi scritte su teli di stoffa, bellissimo, sembrava di stare sotto le radici di un albero.
Lungo le strade bancarelle di oggettini vari, specialmente nel night bazar, dove la prassi è negoziare prima di comprare qualcosa. Io non sono capace a negoziare. Insomma, mi pare di prenderli in giro. Vedo gente senza ritegno che negozia sempre a livelli estremi, e avranno lavori con cui guadagnano un sacco di soldi, e vanno a tirare il collo a questi poveracci per farsi abbassare il prezzo di magari 2o3 euro...chissà che differenza farà per le loro finanze, ma probabilmente fa molta differenza per chi vende.
Ma questo è il costume, e ho come l'impressione che faccia comodo a tutti. Al mondo ricco serve qualcuno che faccia la parte del povero, dove i ricchi possono spendere i loro soldi. E probabilmente ai thailandesi va bene fare questa parte. L'ultima sera a bangkok, ho osservato un occidentale, tatuaggio fresco in testa e birra in mano, e ho capito che bangkok come è adesso, l'ha costruita questa gente qui. Quando hai tanto soldi da spendere, dati dalla differenza del costo di vita, e vai in un posto povero,  la gente del posto non fa altro che volere i tuoi soldi, e fa tutto quello che chiedi. Probabilmente Bangkok era templi e buddismo e gente abituata a spaccarsi la schiena. Gli occidentali l'hanno fatta diventar luogo di perdizione. I ricchi vogliono alcool, droghe, vestiti, donne? E nòi glieli facciamo avere, sarà il loro paradiso.
Un altro film che mi sono fatto osservando un bellimbusto per 10 secondi.
Tornado al racconto, dopo aver camminato un bel po' torniamo a casa in tuk tuk, e incontro gli altri couchsurfers. Ci sono un filippino e un italiano (anche lui ha lasciato in Germania la sua donna ad aspettarlo, come del resto ha fatto il ragazzo giapponese...siamo un club d'élite!) che viaggiano insieme direzione Vietnam, è un vietnamita di nome Gna che alla parata ha fatto...700 foto.........Nink ah voluto prender una lanterna e farla volare dopo averci scritto sopra i nostri desideri.
Il giorno dopo gli altri dovevano essere all'aeroporto per andare in Vietnam, torneranno in Thailandia a metà mese. Così mi sono vestito in fretta e ho sfruttato il passaggio in centro. Nink mi aveva proposto di andare insieme a chiang rai nel weekend, ma ho voluto prepararmi ad un eventuale cambio di idee. E ho fatto bene, infatti non aveva voglia di andare, così sono andato a vedere il Doi Suthep, uno dei posti più sacri del paese, con il songthaew. Il mio solito andar per stradine laterali, mi ha evitato in qualche modo di pagare l'ingresso. Il posto è molto bello, ma stracarico di turisti. La cupola dorata è bellissima e la cura dei particolari è incredibile. 





I portali dei vari templi, dove magari uno non presta attenzione, focalizzato solo al grande Buddha dorato che si può trovare in ognuno di essi, hanno delle incisioni nel legno e delle lavorazioni da lasciare senza fiato.



Babar è una delle divinità più venerate
Concetto locale di sicurezza sul luogo di lavoro
Sulle scale di ingresso del tempio ci sono dei bimbi con gli abiti tradizionali con cui puoi fare foto, e poi pagare. Vedo un uomo lasciar loro una banconota, e cioè molti soldi visto che sono soliti maneggiare monetine. Sono carini, ti fanno pena, gli lasci un po di soldi in più, tanto per te sono spiccioli. E così gli dai ragione di stare li, a fare i peluches. Anche qui ho pensato, dove sta l'errore? In questo modo non perdono i loro costumi e non devono abbandonare le aree remote per cercare un lavoro. Ma in questo modo i loro genitori, invece di mandarli a scuola, li mandano a fare i pupazzetti. Parto del presupposto che dar loro soldi è sbagliato, ma tanto ci sarà sempre qualcuno disposto a fare il pupazzetto invece che cercare di elevarsi e darsi da fare. E probabilmente farà più soldi di chi sceglie diversamente.
Probabilmente è più comodo non pensarci a queste cose, e lasciare le cose come sono. Il turista è sempre in cerca dello stereotipo, e ci sarà sempre qualcuno disposto a darglielo.
Un po più lontano è possibile vedere le tribù dal collo lungo, quelle con gli anelli al collo. Per il discorso appena fatto, mi sono rifiutato di andare. C'era però un villaggio di montagna relativamente vicino, e quello ero curioso di vederlo, per vedere come vivono qui. Prendo il songthaew ma mi lasciano al l'attrazione prima, il palazzo reale, e non ho intenzione di dovermi vestire lungo ,anche se come giornata è fresca qui sulle montagne. Chiedo indicazioni per il villaggio e mi dicono andata e ritorno sono 300 baht. Evidentemente credono voglia andare in quello lontano, e non capiscono cosa intendo. Non c'è verso, e così vado a piedi quando mi dicono che è a 4 km. Sono 2 km in salita e due in discesa. Mentre cammino, la gente sui vari songthaew mi guarda e ride, una mi urla "così è più economico!"...sicuramente. Probabilmente se stessi facendo il TREKKING proposto dalle varie agenzie turistiche, con le bacchette per camminare, sarei normale, invece sto andando a piedi al villaggio a 4 km. Deve essere una roba da sfigati evidentemente.
Il villaggio è un ammasso di baracche dove ogni abitante vende vestiti etnici e manufatti che trovi anche la bazar in città, ma effettivamente li fanno loro. Posto che se il turista volesse vestiti di qualche marca occidentale, li farebbero, solo per dire che i vestiti sono etnici, non locali. Vedo il "museo" locale dove è grossolanamente illustrata la vita locale nel passato, e bamboo con fusti del diametro di 15-20 cm.
Le bancarelle però non erano certo il mio obiettivo dopo aver fatto tutta quella strada. Salgo per le stradine e scorgo una scalinata che si perde nel bosco su per il monte. Decido di raggiungerla. Vedo esempi di edilizia virtuosa come scalini fatto con copertoni vecchi riempiti di terra o cemento, tra le altre cose. La mia scalinata inizia con un portale. 500 scalini mi portano in cima, con una rampa dopo l'altra che si aggiungevano alla vista. Sono dubbioso se tornare indietro o no, ma vado avanti, finché non finisco in un grande prato, 


e più avanti altri scalini portano ad una grande statua di Buddha. 

Altri turisti qua non ce ne sono, e l'unico rumore che sento sono i miei passi e, dopo, un cucciolo da guardia che smetterà di abbaiarmi solo su ordine di un monaco. Un vero luogo di pace dove pregare. Me ne torno indietro e, tanto per attirare ancora qualche sguardo, me la rifaccio a piedi la stada, con in mano il mio acquisto alle bancarelle locali: un grappolo d'uva che mangio sulla via.
Alle bancarelle un uomo ha tirato fuori un treppiede alto come me, bloccato la macchina fotografica verso la bancarella di scarpine per bambini di lana, e tutto felice e sorridente, dopo aver raggruppato diversi tipi di scarpine senza prima chiedere, si apprestava a fare una bella foto da sfondo del pc.
Il ritorno a casa di Nink è lungo a causa del dover aspettare che il songthaew si riempia di gente, ma verso le 17 sono arrivato. "Giusto in tempo" mi dice. Ha infatti convinto il giapponese a posticipare il suo treno e a venire con noi a chiang Rai l'indomani. Ora si va tutti in piscina. Ci dice di fare finta di essere clienti dell'albergo dove andremo, quindi di non dare nell'occhio, e seguirlo nella piscina interna, dove lui è iscritto. Non male finire la giornata nella piscina all'aperto di un hotel 5 stelle, con idromassaggio e festa di matrimonio sullo sfondo.
Dopo cena Nink va ad un appuntamento e ci facciamo un altro giro al night bazar, dove vedo artisti fenomenali, uno che ribatte lo stagno creando bassorilievi con particolari finissimi, e un negozio di sculture di legno dove chiedo di fare una foto ad un pezzo incredibile. Sono molto stanco per il trekking dello sfigato, quindi mi siedo ed aspetto Nink. L'indomani andiamo uno o due giorni a chiang Rai.
E così eccomi qui nel suo pickup direzione chiang Rai, non credo faremo molta fatica e credo sarà una gita ad alto profilo, ma per una volta posso anche farlo. La stada è tutta curve e saliscendi, tutt'intorno campi di riso e monti ricchi di vegetazione. Colazione a base di riso e pollo piccante lungo il tragitto: le mie colazioni al tonno e crackers in giro per l'Europa sono roba da principianti al confronto.
Ciao ciao

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