sabato 11 giugno 2016

South Island

Ciao a tutti!
Dopo Singapore, Matteo è volato a Kuala Lumpur e fatto venire mezzanotte per poi prendere l'aereo direzione Auckland, di cui avete già letto. Ha scoperto una nuova strategia adottata da una famiglia probabilmente indiana: invece che prendere 4 o 5 posti in prima classe, hanno preso ognuno 3 posti affiancati, così mentre Matteo si rigirava come un tassello del Tetris per riuscire a dormire, quelli lì dormivano belli larghi e coricati...mica scemi! Dopo di che ha dovuto cercare un posto dove dormire nell'aeroporto di Auckland. Il domestic terminal era perfetto, ma di notte è chiuso, mentre l'international terminal è un mercato del pesce che si placa solo all'una di notte. Quindi prima si è incastrato in una di quelle poltrone massaggianti che solo lì restano a "riposo" con degli spuntoni che fuoriescono dallo schienale (di solito sono poltrone normali), poi si è spostato su delle panchine ed ha finalmente potuto dormire, non prima di aver maledetto quelli che scrivono su internet che l'aeroporto di Auckland è uno dei migliori al mondo per dormire....maledetti! Comunque il suo corpo era in stallo totale per il freddo incredibile...allla fine sono due anni che non affrontava un vero inverno e soprattutto fino a 4 giorni prima era a 40 °C a nuotare fra i coralli.    
Abbiamo passato un'altra giornata a Queenstown, giusto il tempo per far vedere il meraviglioso posto a Matteo. L'indomani andiamo in aeroporto a raccogliere la nostra macchina a noleggio. Meta? Da scoprire per entrambi, tranne il primo giorno. Silvia aveva pensato che sarebbe stato meno impattante se avesse fatto in modo di prolungare il viaggio per Matteo e voleva lasciare la nuvoletta di Fanto a Queenstown. Costeggiamo il lago di Wakatipu dirigendoci a sud..il paesaggio che vediamo è sbalorditivo, da cartolina o da film, se preferite.
Calcoliamo male i tempi e non possiamo fermarci a Bluff, dove passano gli itinerari turistici, pensando sia il punto più a Sud. Sbagliato! Si chiama Slope Point, poco conosciuto ai più. Fermiamo la nostra macchinina e camminiamo fino alla costa, e quasi arrivati, veniamo colti da pioggia, vento forte e mare grosso. 
Sfondo di windows xp? No, paesaggio usuale in Nuova Zelanda

Prima della ritirata
A Silvia vengono quindi in mente immagini di costa che si frantuma a causa del terremoto di Settembre scorso e quindi corre verso la macchina, senza quasi vedere il punto. Mentre Matteo prosegue e dopo poco il tempo migliora.
Slope Point
Marte?
Verso l'infinito, e oltre!
Ci fermiamo a dormire in un ostello che si rivelerà il miglior qualità-prezzo probabilmente del nostro intero soggiorno in Nuova Zelanda, che tra l'altro ha la stessa superficie dell'Italia ma soli 4milioni di abitanti. Ci ritroviamo a guidare in mezzo a colline verdi senza vedere anima viva per ore. 
Vediamo anche un sacco di animali e scopriamo che allevano pure i cervi...ma non mangiano i cavalli. Il giorno dopo ci inventiamo il percorso strada facendo e a Curio Bay troviamo questo cartello...
Alla ricerca di pinguini e leoni marini
Specie extraterrestri

Arriviamo a Dunedin al tramonto e ci dirigiamo verso la colonia di pinguini blu. Capiamo che non abbiamo troppa scelta se non pagare il biglietto per vederli. Però siamo rimasti contenti perché non è uno zoo, è un'organizzazione no profit che tutela i pinguini e gli altri animali che vivono in quell'aerea. 
La strada verso la riserva
Ora propizia per l'avvistamento!
Abbiamo potuto vedere con i nostri occhi che gli animali vengono lasciati in pace e rispettati nel loro habitat naturale dal quale entrano ed escono senza recinzioni o orari, non hanno alcun contatto con l'uomo se non quando si ammalano. Ci ha pure stupito la struttura in legno sopraelevata che segnalava il percorso con delle strisce fosforescenti (non dannose per gli occhi dei pinguini) e abbiamo anche pensato che all'australiano medio sarebbe apparsa come fantascienza. Purtroppo le nostre foto non rispecchiano la realtà ma i pinguini erano bellissimi! Erano piccolini, alti circa 40cm, e camminavano veramente come Pingu. Erano buffi e divertenti soprattutto quando uscivano dall'acqua e prendevano la rincorsa per la salita. Sono chiamati pinguini blu perché hanno il piumaggio blu-verde lucente. Silvia non si era mai vista così entusiasta per un animale. 

Avevamo anche una specie di guida che solo se facevamo domande parlava, e ci ha detto che la luce dei flash fa male ai loro occhi e non possono essere toccati. Del resto nessun animale, sopratutto se dentro il nido, può essere toccato dall'uomo perché la mamma non lo riconosce più e lo esclude dal gruppo. Se dovesse succedere, avrebbe solo il 20% di sopravvivenza. 
Ad un certo punto plana sopra le nostre teste un uccello gigantesco e Silvia si nasconde dietro la prima persona che trova. Un albatros pensava che le luci fossero un peschereccio e così la guida lo ha riportato in mare.
Il giorno dopo mentre aspettiamo che la reception apra con il passaporto di Matteo (?!?) andiamo a vedere la strada più pendente del mondo, che a parer nostro è una bufala inventata da qualcuno per attirare turisti.
Però è divertente e triste allo stesso tempo vedere quanto stupidi siamo noi italiani, pieni di ricchezze artistiche e naturali che non sfruttiamo. 
Ci dirigiamo verso Oamaru e Silvia carica un autostoppista che ci farà compagnia per due orette. Ci indica un posto, dove ci sono delle rocce completamente sferiche sulla spiaggia. Si chiamano Moeraki boulders:
Silvia esamina le alghe per un ipotetico pasto
Con il nostro autostoppista
Una roccia frantumata
Silvia, devi mangiare più verdure!

Arrivati a Oamaru ci salutiamo e andiamo allo Steampunk HQ, dove si tiene un festival a tema proprio in questi giorni del Queen's birthday e ci dicono che è nata 8 anni fa e sta diventando importante e livello internazionale. Gasati per questa improvvisa fortuna, corriamo verso il festival e che sorpresa!!! Le Sieghe di Imèr o la piazza di Bolzaneto sono forse più grandi e la qualità lascia un po' a desiderare.
Non andiamo a vedere i pinguini con gli occhi gialli per sperare di raggiungere il lago Tekapo.

Elephant Rocks
Sbagliamo nuovamente i calcoli e passiamo il resto della giornata a guidare cercando un posto per dormire visto che era tutto prenotato ovunque, nonostante non ci fosse nessuno per strada. La fortuna di Fanto ci fa arrivare a Waimate, una ridente località dove il tempo sembra essersi fermato ai tempi del far west e dove probabilmente hanno due festival l'anno: l'avvento dell'asfalto e quello del take-away.
Paghiamo una camera grande, anni '20, fatiscente. I peggior soldi spesi della storia, tra l'altro la seconda camera più costosa mai presa. Quando siamo usciti ci hanno chiesto se la stanza era ok e noi abbiamo detto di sì sottolineando però che il vetro della finestra rotto non era colpa nostra. Loro, non curanti dei 0 gradi esterni, ci hanno risposto "ah si, si lo sappiamo". Il nostro scaldotto era una resistenza elettrica che scaldava nel raggio di 20 cm ed era appesa al lato opposto dei letti. 
Però c'è la tv che trasmette Capitan America!
Il giorno dopo non potevamo andare al lago e nemmeno a Akaroa perché dovevamo essere a Christchurch alle 4:30. Ecco svelata la nostra prossima meta.

Per chiudere, ecco il video riassuntivo di ALCUNI degli animali che Matteo ha visto dal vivo in Malesia

E, per chi non se ne fosse accorto, sappiate che abbiamo caricato tutte le immagini del nostro viaggio in Asia! Sulla destra del blog vedete un menù a tendina con tutti i post divisi per anno, mese e post; il viaggio era cominciato in Indonesia ad Aprile. Probabile abbiate visto la maggior parte delle foto ma non tutte, e di sicuro non quelle della Malesia.
Buona visione!

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