sabato 25 giugno 2016

Christchurch - rodaggio (aggiornato con foto)

Siamo ancora qui a raccontarvi i nostri insuccessi!!!
Tramite un sito abbiamo trovato una famiglia che in cambio di lavoro ci dava vitto e alloggio. E' una cosa che si può fare in tutto il mondo o quasi, ad esempio in Africa non è così frequente. I patti erano che Silvia avrebbe dovuto lavorare 5-6 ore al giorno per entrambi ma la cosa ovviamente è scemata nel lavorare dalle 8 alle alle 10 ore al giorno a testa tra giardinaggio, lavori vari di manutenzione, faccende domestiche e fare da baby-sitter. 
L'esperienza per Matteo è stata alquanto disorientante, anche perché era la sua prima esperienza con dei bambini. Per Silvia invece, è stato più semplice e più sopportabile perché è stata abituata a casa. L'unica cosa che le ha dato fastidio è non aver avuto tempo di cercar altro lavoro. Quindi diciamo che una media tra i due pareri risulta neutrale.
Ora vi raccontiamo alcuni fatti: nelle due mezze giornate libere (cioè 5 ore) abbiamo approfittato per usare le loro bici che gentilmente ci avevano prestato. Ok, diciamolo avranno avuto la nostra età e loro sicuramente non le hanno mai usate, però non lo avevamo dato per scontato. L'obiettivo era raggiungere Governors Bay, scelta a caso perché sul mare. Arrivati sul passo con discreta fatica, grazie alla nostra super forma fisica,  Silvia non voleva ridiscendere verso il mare, per poi dover risalire. Siamo quindi andati a fare una breve camminata sul sentiero lì vicino.
Sistemazione prima dello scatto:
Un sentiero come nelle favole:
Al ritorno abbiamo raccolto dei corbezzoli e Silvia li ha assaggiati per la prima volta! Non male come gustoso spuntino! 
L'altra mezza giornata invece abbiamo raggiunto New Brighton beach a soli 14 km da casa. Abbiamo anche avuto la fortuna di vedere un mercatino, con verdura o dolcetti locali. Per riscaldarci poi siamo andati in biblioteca che affacciava sull'oceano. Bellissimo! Matteo ha pure visto una macchina a vela sulla spiaggia (foto presa da internet solo per farvi capire):
Con la spuma marina nell'aria ed il sole ad illuminarla, sembrava la visione di un futuro migliore! 
Gli altri giorni li abbiamo passati lavorando...tra pasti molto scarsi e Matteo sempre affamato e bambini sporchi. Questa famiglia, ma forse la maggior parte qui, mangia pochissimo e malissimo. Mangiano fritto e schifezze ogni giorno e per pranzo si portano queste fettine di toast farcite di margarina e sottilette o formaggio. Capirete Matteo cosa ci fa con due fettine...
La madre una volta ha iniziato a raccontare un aneddoto così: "Una sera eravamo dai miei per una cena con fish and chips...", per farvi capire come sta degenerando la situazione alimentare...fa il pari con la cena "nachos, scatolette e sottilette fuse" che ci ha preparato una sera.
L'acqua anche sembra non essere loro amica e forse non hanno ancora ben capito l'uso dei saponi. I bambini puzzavano costantemente di popò. La bambini addirittura faceva la popò e non si puliva nemmeno. E' brutto dirlo ma erano veramente sporchi questi bambini. Non li cambiava nemmeno di vestito durante la settimana, perché probabilmente hanno una sola divisa...che però non ha lavato neanche nel weekend. Mah. 
A Silvia è tanto piaciuto che questi bambini guardassero pochissima televisione, a giorni addirittura è rimasta spenta. Avevano tanti giochi in scatola, tutti molto usati. Erano bambini alquanto indipendenti e socievoli. Forse l'aspetto negativo è che continuano a cambiare baby-sitter ogni due settimane circa e i bambini tendono ad affezionarsi molto, quindi sarebbe da capire se fa più male che bene il continuo cambiamento.
Per il resto, la partenza è un po' a rilento, anche se per Matteo i tempi sono stati sicuramente più brevi. Lo schema è più o meno sempre lo stesso: devi capire quale compagnia telefonica faccia più al caso tuo, quindi idem per la banca, e poi vai a fare sto IRD che serve per non farsi trattenere troppe tasse sullo stipendio. Seguendo i consigli di un italiano, invece che farne domanda spedendo i documenti per posta, Matteo ha trovato l'ufficio addetto in città, e con sua sorpresa, invece che un appuntamento, gli han dato tutte le scartoffie da compilare subito. Alla domanda "Quanto ci vorrà?", la signora risponde 2-3 settimane, e Matteo, con una faccia da deretano che non avrebbe mai avuto, ripete le parole dell'italiano, dicendo che siccome sta lavorando gli servirebbe prima. L'interpretazione non è delle migliori, la signore se ne accorge, ma scarabocchia comunque qualcosa e promette che il numero IRD sarebbe arrivato in due giorni...alla fine è arrivato il giorno seguente!
Adesso si può cercare lavoro...sempre che valga la pena stare qui...la città è un po' particolare: a prima vista è un obbrobrio, ma se cercate scoprirete che recentemente la Lonely Planet l'ha messa nelle 10 mete mondiali da visitare. Cercando su intendete filmati e foto del famoso terremoto che ha cambiato tutto, si capisce che una volta doveva anche essere carina, e che quelli che ora sono sterminati parcheggi sulla terra, una volta erano edifici. Camminando per le strade si trovano chiese veramente ben fatte (all'europea per capirci), mezze distrutte, alternate ad edifici nuovi, parcheggi/rovine, cumuli di macerie abbelliti a mo' di aiuola, graffiti che coprono intere facciate dei palazzi, sculture per lasciare il paesaggio un po' meno desolato, e scorci intatti con un loro perché. La superficialità con cui si liquidano le città a queste latitudini per la loro bruttezza (ma bisogna dire che diverse città viste finora hanno scorci europeamente belli, vedi Dunedin) qui è un poco frenata perché capisci che "Cos'altro possono fare? Come potrebbe essere diversa?", dato il disastro?
Si nota un certo carattere nel voler rimanere e ristrutturare una città che continua ad essere luogo di terremoti minori (che non abbiamo ancora sperimentato però), visto che, ripetiamo, la superficie della Nuova Zelanda è circa quella dell'Italia ma ci sono 4 milioni di abitanti...quindi spazio altrove ce ne sarebbe.
A tal proposito, la desolazione è veramente tanta qui, come in tutte le città viste finora. In giro non c'è NESSUNO. ovunque vai sei l'unico o in compagnia di pochi, sebbene non sembri un sentimento condiviso da molti. Certo, abituati all'Italia o alle grandi città dove spazio non ce n'è e si vive in condomini e ci si cammina sui piedi, qui pare veramente una realtà apocalittica, ma forse bisogna solo farci l'abitudine. Alla fin fine l'ultimo posto dove siamo stati era Sydney che ha più abitanti di tutto questo Paese.
Comunque, a parte la città, i dintorni sono molto belli. A nord ci sono le montagne innevate che non abbiamo ancora visto, e a sud, a dividere la città da Lyttlelton (che poi è il porto cittadino, ma data la geografia sembra più un paesino a se, con un ambiente totalmente diverso), ci sono delle colline/monti che ricordano vagamente quelle liguri, creando scorci tra mare e monti molto familiari a Matteo. Mancano un po' di alberi per rendere il paesaggio davvero rassomigliante.
Durante una passeggiata domenicale, sembrava un po' di stare sui Piani di Praglia, con la differenza che c'era un bel po' di gente in giro, chi a correre sui sentieri, chi in bici, chi a camminare. 
Addirittura un tratto stradale era chiuso al traffico per permettere ai civili di goderne nella loro domenica. 
Come mai a passeggiare sui monti? Matteo ha avuto la "visione" di voler arrivare in cima ad un picco roccioso, che porta il nome di Castle Rock, davvero singolare, uscendo da un magazzino di vestiti usati veramente economico (capi a 3 dollari, una manna per cercare abbigliamento da lavoro, ma c'è anche roba per tutti i giorni). Così un giorno, via ad esplorare! Durante il terremoto parte del cucuzzolo è crollato. Non conoscendo i sentieri, l'andata è stata in mezzo a campi recintati e abbandonati, per la via più veloce. Avvicinandosi ci si rende conto dell' impraticabilità sensata di un ascesa fino al punto più alto, si vede qualche spit in posizione improbabile perché un tempo vi si arrampicava. Aggirando il complesso, alla fine si scopre che dalla strada lì dietro, si può seguire la cresta e, con l'aiuto di qualche staffa metallica posizionata come maniglia o scalino tipo via ferrata, si può raggiungere la "vetta" senza sforzo. 
Pranzo sul picco:
Paesaggio alle spalle:
Allontanandosi...
Diverse colorazioni di muschio...parallelismi coi coralli asiatici!
Pianta di lana di cui sfugge il nome:
Successo insperato! Come l'aver trovato un sentiero che riportasse in città evitando così di passare di nuovo in mezzo a terreni di proprietà, seguendo una valle, in mezzo a diversa gente giunta sui monti per fare un po' di moto (altro che australiani!...ma come faranno ad avere un esercito in comune due popoli così diversi?).
Un bel giro come ce ne sarebbero sicuramente molti altri da fare qui in zona.
Godetevi la calura estiva, che qui fa un gran freddo (anche se i neozelandesi girano spesso in braghette...!).
Fatevi sentire

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