sabato 9 aprile 2016

DIARIO DI VIAGGIO : RAJA AMPAT (aggiornamento Aprile 2016)


Ecco gli aggiornamenti direttamente dalla nostra capanna di bambù a bordo spiaggia, che ovviamente posteremo appena tornati alla civiltà.
I voli sono stati come sempre piacevoli, siccome ad entrambi piace volare, ad eccezione del posti a sedere piccolissimi per Matteo, poverino. 
Primo volo da Melbourne a Kuala Lumpur abbiamo più o meno dormito con la nostra amata Airasia. Poi lo stopover a Kuala Lumpur di sole 6 ore che ci sono passate abbastanza velocemente. Questo aeroporto è un po’ asettico e senza troppa vita, però si può dormire per terra il che gli fa guadagnare tanti punti.
Altro volo fino a Makassar, dove vista la quantità di persone che tossivano e scatarravano le hostess si sono addirittura messo la mascherina, prima volta che ci capita di vederlo.

A Makassar, essendo come previsto in debito di sonno, abbiamo (udite, udite!!) dormito all’hotel dell’ aeroporto invece che per terra, nonostante sia costume locale farlo tanto quanto lo sputare per terra….sulla moquette…dell’aeroporto.

NOTE
ATM Makassar - Per chi non ha paura di pagare le commissioni sappiate che è pieno di ATM ma ve li sconsigliamo visto che non si può ritirare una somma sufficiente.

Noi per la prima volta abbiamo provato a portare soldi liquidi e finora è stata una buona scelta. Meglio comunque avere dollari americani o euro perché le altre valute hanno un cambio pessimo (anche l’AUD nonostante siano confinanti)
Visto indonesiano - il visto indonesiano non si paga in determinati aeroporti (lista di seguito)
http://www.travelfish.org/visas/indonesia
ma noi non lo abbiamo pagato nemmeno a Makassar, forse perché stiamo solo 10 giorni…non abbiamo indagato ulteriormente.
Aeroporto Makassar - L’aeroporto è considerato internazionale ma fate attenzione perché non troverete quasi nulla tranne quello che veramente serve cioè un cambio soldi, ATM e tre bugigattoli per mangiare. Non potete entrare nella zona partenze senza biglietto e nemmeno troppo in anticipo.

Quindi levataccia alle due e mezza del mattino per prendere il volo delle 4:15 ed è stato divertente perché imbarcavano sia il nostro volo per Sorong sia quello per Jakarta nello stesso gate e nella stessa porta!! 
Ecco alcune mappe trovate su internet per capire meglio dove si trovi Raja Ampat, con diversi gradi di dettaglio per diversi punti di interesse

Ah, abbiamo volato con Sriwijaya air e non sappiamo se consigliarlo o meno…visto che i sedili sono delle brandine molto ravvicinati e i finestrini interni si staccano, ma i pasti sono più abbandonanti di Airasia. Una volta atterrati abbiamo dribblato i vari tassisti, grazie alle precedenti ricerche di Matteo, e ci siamo diretti all’ufficio turistico per pagare l’esosa tassa ambientale per Raja Ampat. Tutte le info di cui avete bisogno le trovate qui
 http://www.stayrajaampat.com/
Se non masticate l’inglese, imparatelo, perché la gente qui parla solo Indonesiano e a volte inglese. L’ufficio turistico è esattamente di fronte all’uscita della strada dell’aeroporto (update aprile 2016)
http://www.stayrajaampat.com/ultimate-raja-ampat-guide/information/raja-ampat-marine-park-entry-permit-tag/
Siccome il traghetto per Waisai partiva alle due, abbiamo aspettato mangiando merendine la cui qualità sfiorava quella del pastolà (link) perché non abbiamo trovato nessun bugigattolo per un pasto.

Sorong harbour
Ah, abbiamo pagato solamente 30mila Rupie per un “taxi”, ma eravamo a 10minuti a piedi dall’aeroporto.
 I sedili sul traghetto erano i più corti mai visti sul pianeta Terra che a malapena ci stava Silvia e Matteo aveva letteralmente le ginocchia in bocca.
Un po' provato dal viaggio e dal caldo...
Giunti a Wasai, a,b,b,i,a,m,o, trovato il nostro uomo ma non siamo scampati al controllo della tassa ambientale, quindi sembra impossibile fare i furbi, tra l’altro non che fosse nostra intenzione farlo, anzi speriamo quei soldi non se li intaschino ma li usino per l’ ambiente.
Ultima fatica, il viaggio in barchetta da Waisai all’isola di Kri, dove finalmente, dopo due giorni di viaggio partendo da Sydney, siamo arrivati qui, da dove vi scriviamo.

NOTE:
Pagamenti abbiamo trovato molto utille pagare in anticipo l'accomodation e lo spostamento fino a Kri in anticipo usando Paypal (servizio offerto su richiesta via email) siccome i costi, soprattutto degli spostamenti, sono elevati e le banconote hanno poco valore. Quindi abbiamo evitato di andare in giro con la valigetta delle mazzette…
Cercate invece di non pagare i viaggi e trasferte in anticipo (tranne i pacchetti) perché una volta arrivati sulle isole trovate gente con cui condividere i viaggi, altrimenti vi fanno pagare l’intera barca e no, non è economico.
Attrezzatura - Quasi tutte le guesthouse hanno le attrezzature sia per lo snorkelling che per il diving, ma un consiglio che Silvia vi dà è di munirvi di abbigliamento anti-UV perché siete all’equatore. (…chiaramente noi non le abbiamo ma sarebbe stato molto utile…)
Difficoltà - Qui lo snorkelling è sia per principianti sia per esperti ma sicuramente non per chi ha paura della profondità e degli squali. In realtà si può far snorkelling anche nell’acqua bassa ma è inevitabile rompere i coralli. Non ci stancheremo mai di ripetere di non toccare i coralli o i pesci perché ne va della loro integrità. Se la marea è bassa cercate i canali segnati con delle boe di fronte alla guesthouse, dove è già tutto morto comunque.

Per il diving non abbiamo esperienza diretta ma tutti sembrano soddisfatti. Unico cruccio: state attenti al dive master che scegliete, cioè alla guesthouse…abbiamo sentito storie poco piacevoli riguardo l’attenzione verso i clienti.
Una volta arrivati alla guesthouse, 
Tramonto al nostro arrivo su Kri
 abbiamo cenato e subito ci è stato proposto di andare a Wayag, motivo per il quale Silvia è venuta fin qui. La decisione è stata ardua soprattutto perché il costo era il doppio di quello che pensavamo e non avevamo abbastanza cash. Per farla corta, abbiamo rinunciato.

1* giorno - sveglia alle 7:00 perché sembra sia obbligatorio colazionare prima delle 8:00…sembra che la sveglia presto ci perseguiti ovunque andiamo.  Partiamo per esplorare i fondali e abbiamo camminato fino al lungo molo che finisce proprio sopra il cosiddetto reef. Per poi scoprire che stavano pulendo il pesce appena pescato e la prima cosa che abbiamo avvistato dal molo sono stati 4 o 5 squali che facevano festa!!! Passati 10 minuti gli squali si erano dileguati e Matteo è entrato in acqua meravigliandosi subito della fauna ittica. 
Il guardiano del molo
Pesce trombetta
Moby Dick
Stella marina viola
Il che si è trasformato in uno sforzo immane (Silvia dice quasi immane) per convincerla a seguirlo. Una volta entrata ha cominciato a fare le feste come una bimba per i pesci e i coralli e la visione degli squali a circa 20 metri non l’ha spaventata.
Dopodiché abbiamo cambiato posto e cosi all’improvviso abbiamo avvistato una tartaruga marina, il sogno di Matteo, ma siccome ha fatto troppo casino per chiamare Silvia, la tartaruga è scappata.
Finito di pranzare, ci siamo cimentati nel capire le regole di un gioco da tavola: “Zena 1814”… che ha fatto tutta la strada da Genova a Sydney fino a Raja Ampat (dovremmo essere sponsorizzati seppure dobbiamo dire che dopo 3 ore di lettura regole e varie prove di gioco ci è risultato ostico nella comprensione per non dire impossibile).
Sconforto...
Prova e riprova...
Ringraziamo comunque Fra per il pensiero. Se pensate che sia stupido portarsi un gioco da tavola, sappiate che qui abbiamo incontrato gente che sta viaggiando da mesi con tre tavole da surf più vari giochi.
 2* giorno - Siamo andati a Fam e Pyanamo (view point) e Aborek unendoci ad altri ospiti di un'altra guesthouse.  Il tizio che ci accompagnati era simpatico, sicuramente molto meglio del musone della nostra guesthouse. Ci vogliono due ore da Kri island ma prima ci siamo fermati a Melissa Garden, dove si possono vedere tanti coralli anche a spirale. 
Vari coralli colarati, peccato non vediate i colori!
Pesce lucertola
Corallo verde acceso a spirale
Poi ci siamo diretti a Pyanamo, il view point di Fam: semplicemente magnifico! Peccato per le nostre foto, ma la luce non era delle migliori e probabilmente la macchina fotografica ci ha traditi.
 Fam vista dall'alto. I colori sono molto più spenti di come li abbiamo visti:
 Fam come si vedrebbe in una giornata di sole. Immagine presa da un altro blog.
Quando eravamo sul view point abbiamo scambiato due battute con questo giovane stagionato che faceva parte del nostro gruppo. Anche lui è stato in Australia a vivere un paio d’anni e che senza mezzi termini ci ha detto che gli australiani sono gente strana. Abbiamo sciorinato il nostro repertorio anti-Australia e lui era d’accordo su tutto e ha aggiunto che pur essendo cittadino non ha intenzione di tornarci.
Abbiamo poi pranzato vicino ad una laguna bellissima ma visto che a volte ci sono i coccodrilli, abbiamo tutti preferito evitare di nuotare lì.
Gesù nelle acque
Ci siamo quindi spostati ad Aborek: stupendo! I pesciolini si vedono pure dalla barca e sotto il jetty è un paradiso subacqueo. I coralli più belli li abbiamo visti qui e speriamo vivamente la gente non li tocchi. Erano coloratissimi e grandi: viola, gialli, ocra, rosa e verdi. L’avvistamento di tre lionfish ha un po’ spaventato Silvia ma più perché era preoccupata che Matteo ci andasse troppo vicino. Come saprete, questi pesci sono velenosi e a volte letali.  Non sappiamo descrivervi la sensazione ma sembrava veramente di essere due pesci pure noi da quanti ce n’erano! Ci sono le conchiglie giganti… erano enormi e sono divertenti perché se ci passi vicino con la mano si chiudono. Non abbiamo capito come se ne accorgano.
Lion fish
Corallo grande fucsia e bianco



Pesce coccodrillo

Conchiglie James..??? enormi!

Una volta rientrati, dopo cena ci hanno fatto vedere le foto di Wayag, cioè dove avremmo dovuto andare. Paragonandolo a Fam, è praticamente uguale solamente un po’ più grande e con una visuale migliore. L’acqua è uguale dipende solamente dal cielo. Non ci siamo per nulla pentiti di non essere andati, anzi meglio così visto che hanno pure dovuto fermarsi tre ore su un’isola causa temporale molto forte. Perfino la tedesca iper esaltata che continuava ad insistere perché ci unissimo, è tornata delusa e ha detto che abbiamo fatto bene.
A cena si è unita un’altra coppia che sembra uscita da un film, lui è un minchione e lei una gallina, da ora principessa&bellimbusto (che poi a detta di Silvia è pure brutto). Purtroppo, le scenette a cui abbiamo assistito, trascritte non farebbero ridere (e comunque a noi, come al gestore, hanno fatto solo innervosire)

3* giorno - Sveglia alle ore 7:00 grazie alla principessa che ha svegliato tutti con la sua voce da oca. Verso le 9:00 siamo andati al molo a vedere se c’erano gli squali, ma purtroppo non stavano pulendo il pesce. Nonostante ciò gli squali sono venuti a salutarci, ma sempre a debita distanza. 



Pesce palla

Hard coral blu


Parrot fish - cliccate qui per vedere la bellezza dei colori -
Silvia nonostante gli innumerevoli tentativi non è riuscita
a fotografarlo..troppo veloce!
Matteo è entrato in acqua e, una volta contati 5 squali, incredibilmente Silvia lo ha raggiunto di sua spontanea volontà. Nonostante avessimo cambiato macchina fotografica, la visibilità era molto scarsa e quindi più di questo non possiamo farvi vedere.
Squalo - foto con colori ritoccati

Per far foto sottacqua non serve spendere i miliardi con la GoPro ma basta acquistare una custodia impermeabile. Noi ne abbiamo trovata una universale, intercambiabile, IP8 (link) fino a 12metri, a 20 Euro. Se fate solo snorkeling, va più che bene. Se invece fate diving, ci sono delle custodie universali a circa 40Euro su ebay (consigliate da alcuni tedeschi l’anno scorso).    
Le nostre foto sono di bassa qualità perché non abbiamo attrezzatura del genere

e perché a volte Silvia impedisce a Matteo di avvicinarsi troppo a queste creature letali e pericolose.  
Mentre Matteo faceva il puntiglioso (inutilmente) per la macchina fotografica non si è accorto che proprio sotto di noi, a circa 3 metri, c’era uno squalo grande come Silvia!
Dopo un po’ Silvia ha deciso di tornare, mentre Matteo ha continuato, fino ad imbattersi in un’altra tartarughina marina che dopo averlo squadrato un po’ ha trovato il coraggio di raggiungere il pelo dell’acqua e respirare 3 volte a circa 2 metri da Matteo. Ovviamente la macchina fotografica era con Silvia…
Nel pomeriggio, attenuatasi la canicola, abbiamo fatto una camminata fino al belvedere, ovvero uno spiazzo in cima all’isola raggiungibile con un sentiero appena abbozzato, che manco i locali sanno indicare con precisione perché chi glielo fa fare di scarpinare fin lassù…
La nonna di Silvia ha queste piante in vaso alte
massimo 1 metro..
guardate qui invece!


Sappiamo che non vi stiamo dando notizie scoppiettanti, ma in questo angolino di mondo, se cade un cocco dalla palma è già un avvenimento, e dopo gli ultimi mesi, la cosa non ci spiace affatto.

4* giorno - Oggi Matteo compie il suo 31esimo anno, e Silvia gli ha preparato una sorpresa coi fiocchi, per quello che aveva a disposizione!
Finalmente Matteo può sperimentare l’acqua di cocco bevuta dal cocco vero appena raccolto! Il pacchetto regalo è molto carino, confezionato da Silvia con vari prodotti trovati a Sorong e con foglie di una pianta tipo edera…conta il pensiero e Matteo è felicissimo con il suo nuovo pacchetto di salviettine rinfrescanti, il suo nuovo dentifricio, i biscotti e l’ovomaltina e pure il coccobbelloooo, cocco freshcooo!
Cocco fresco e krapfen all'indonesiana!


La compagine della guesthouse se ne va verso nuove mete e noi siamo di nuovo gli unici clienti. Partiamo così per un’altra uscita in mare e vediamo una decina di squali di varie dimensioni e un banco di pesci col becco giganti che vanno nella nostra stessa direzione e ci incrociamo varie volte. Anche oggi una tartarughina viene a trovarci, così che anche Silvia possa vederla raggiungere la superficie per respirare.
Tartaruga

Acquario al naturale!
Hard coral lilla e verde


Pesci giganti





Arrivati in fondo all’isola Silvia esce e Matteo continua verso Ransiwor e Mansuar, con poco da vedere. Sta per uscire dall’acqua ma decide di proseguire ancora un po’ e una razza piccolina arriva e si dilegua molto velocemente!



Moorish idol

5*giorno - La mattina ci siamo uniti a due belgi e alla francese per un’escursione a Friwen Wall. Facciamo una parentesi per descrivere questa francese, sulla cinquantina: la prima volta l’abbiamo incontrata all’ufficio turistico di Sorong per comprare i permessi per Raja Ampat, e continuava a camminare in tondo irritata perché l’addetta era in ritardo (forse non aveva ancora messo a fuoco di essere in Asia). Risultata quindi subito antipatica, ha provato a scambiare due battute ma le abbiamo risposto a monosillabi così si è zittita.
Ovviamente ce la siamo ritrovata sulla barca da Waisai a Palau Kri, sebbene andasse in un’altra guesthouse (e tutte hanno una propria barca). Il bicchiere mezzo pieno sta nel fatto che, attraversando la pioggia in mare aperto, la sua stazza cicciosa ha permesso a Silvia, rannicchiata dietro di lei, di arrivare asciutta a destinazione…BHUAHAHAH!
I belgi, che sembravano tra l’altro più posati di noi e simpatici, che parlavano francese e quindi riuscivano a comunicare meglio, hanno detto “Certo che è sfasata la tipa eh”.
Arrivati, ci siamo immersi in acqua e la francese, nonostante “la guida” ci avesse detto di stare in un’aerea ben precisa è andata dove la corrente era forte. Matteo l’ha vista e ha pensato “Dovrei andare a recuperla?”, ma poi si è detto “Beh se schiatta pure meglio”, anche perché doveva nuotare controcorrente. Questo per due volte, alla terza ha deciso di fare il salvatore e ha risalito tutta la corrente, visto che lei non tornava più, e quasi arrivato l’hanno chiamato da una barca per dirgli che era in salvo, ed infatti eccola li sulla barca, che si giustifica dicendo “Eh, la corrente era forte”. Infatti, per quello ci hanno detto di non andare, non lo avevi capito? Nel viaggio di ritorno si continuava a spostare sulla barchetta facendola oscillare visto che era una balenottera e ha fatto nuovamente innervosire la nostra guida. L’ultimo giorno che eravamo lì è venuta a chiederci quanto stavamo e le abbiamo detto che ce ne saremmo andati subito, lei ha risposto con un “ah” e se n’è andata. Sentiamo già la sua mancanza…
Friwen Wall è un posto meraviglioso, il migliore per quanto riguarda coralli, mentre per i pesci non è nulla di che, sempre paragonato al resto di Raja Ampat. Silvia è sempre la più fortunata ad avvistare gli animali più belli, questa volta è toccato ad uno sea snake, cioè un serpente di mare a circa 50 cm da lei, chiaramente letale. Ha pensato “faccio la foto o scappo?”…indovinate da voi! Ha chiamato Matteo per farlo allontanare perché non lo aveva visto e poi solo per voi, una volta lontana, ha immortalato questo animale che spera di non vedere più (tra l’altro ne aveva visto uno anche l’anno scorso nelle Filippine).

sea snake - dicono che possa uccidere due elefanti in un colpo




Soft pink coral


Corallo azzurro 

Anemone di mare grigio-azzurro

Giardino segreto (era coloratissimo!!)


Corallo a forma di rosa verde prato



Corallo (?) con fili argentati


Corallo grande come Silvia


Moorish idol

Anemone verde acceso e corallo turchese


pesciolini


Redbooth triggerfish

Nel pomeriggio, Matteo aveva iniziato ad aver male all’orecchio e quindi ha accompagnato Silvia al molo dove, udite udite, è entrata in acqua da sola perché voleva veder gli squali per l’ultima volta. Ma aspettate, ha usato un trucchetto: era sopra l’ultimo gradone del molo che era sommerso dall’alta marea, quindi era una foca che faceva le foto ad altri pesci. Ha addirittura visto uno squalo aprire la bocca e mangiare un pesciolino. Sul molo, intendiamoci, si vedono tutti i giorni mentre gli danno da mangiare e Silvia sarebbe potuta essere un loro pasto, ma era abbastanza al sicuro. Dalle foto che vi regaliamo, gli squali sembrano lontani a causa del grandangolo ma erano distanti circa da 3 a 8 metri.
Indovina chi è?




Squalo a circa 4 metri 

I belgi ci avevano detto che Matteo poteva avere una infezione all’orecchio, e ci avevano regalato un po’ di antibiotico. Abbiamo così passato la notte in un’altra camera su una stuoia rialzata. Vista la scomodità del letto e che c’era un ritrovo annuale di ratti sotto il nostro letto e visto il male all’orecchio abbiamo passato la notte in bianco.

6* giorno - La guida ha provato a chiamare un medico per Matteo ma dopo tre ore non si sapeva ancora nulla. Entrambi eravamo molto tristi di abbandonare questo paradiso.
Matteo:  per me era mezzo paradiso perché dopo cosi pochi giorni la bellezza del mare e dei pesci quasi bilanciava la seccatura di dormire sempre all’umido, nei “letti” sporchi e a dover usare l’acqua salata per lavarsi e quindi essere sempre appiccicosi e sporchi.  Di giorno mi dimenticavo della scomodità notturna e viceversa.
Silvia: per me è stata molto positiva come esperienza tranne quegli schifosi di ratti che girano di notte sotto le nostre teste, a cui non riesco proprio ad abituarmi.
Entrambi comunque rifaremmo l’esperienza mille volte!
Abbiamo così deciso di imbarcarci per raggiungere Sorong. Il viaggio della speranza! Prima siamo arrivati a Waisai sulle loro barchette, poi per l’occasione il traghetto era stato posticipato di due ore e mezza e un’ora prima dell’imbarco è arrivata una pioggia torrenziale tanto da farci il viaggio tutti belli bagnati. La nave sostitutiva, al posto dei sedili aveva dei letti a castello con la scabbia (tanto da far pensare a Matteo di essere sulla nave sbagliata) ed era sovraffollata e quindi abbiamo preferito posizionarci nella stiva insieme a motorini, sacchi di riso e gli odiosi fumatori. Stanchi, sporchi e bagnati ci siamo seduti per terra nell’unico angolino apparentemente non sputacchiato. Dopo qualche ora ci hanno offerto di dormire sui letti e ci hanno perfino portato i materassi ma, siccome solo in quel viaggio i materassi erano stati girati per terra nello sputo su entrambi i lati, abbiamo declinato la gentile offerta.



 "Travel like a local" è roba da principianti...

SORONG - Prima di tutto, dovete sapere che qui siamo delle celebrità. La gente ci ferma per strada per stringerci la mano, farci domande e fare foto insieme a noi. È tutto un "mister!" e un "miss!".
Una volta sbarcati abbiamo driblato i tassisti, che, siccome devono pagare un pedaggio per entrare in porto, ovviamente saranno più costosi. Abbiamo camminato 10 minuti e preso un taxi fino ad un albergo, doccia e dritti ospedale, rimbalzati alla clinica dell’otorino, dove non volevano accettarci a causa dell’ora tarda, ma grazie ad un gentile e premuroso signore che parlava inglese abbiamo potuto spiegare la situazione.

Poche persone parlano inglese e quindi sarà difficile chiedere info  sulle attrazioni ecc. C'è sempre l'ufficio turistico ma non crediamo  sappiano qualcosa al di fuori di Raja Ampat. Unico edificio interessante  da vedere è una chiesa vicino al molo, rosa e con un'architettura  particolare.
Comunque se vi serve comprare roba chiedete di SAGA Supermarket.
Se  invece volete vedere il mercato (cibo, abbigliamento, batterie e oro) a  cui Silvia è arrivata per caso, dovete prendere un Taksi e farvi  portare a TOKO SAHABAT. I locali quando chiedete del mercato della  frutta vi manderanno a Saga, ma ovviamente è più costoso e occidentalizzato.           
La sera invece potete scegliere di mangiare in uno dei tanti  bugigattoli lungo il lido. Silvia infatti si è deliziata di squid e  riso, mentre Matteo si è riservato di biscotti e banane onde evitare  ulteriori infezioni.  Gli unici cibi vegetariani però sono dolci e fritti.     
Se vi serve un dottore invece dove andare in una "clinic",  una la trovate davanti al molo. Da lì vi reindirizzeranno allo  specialista che probabilmente sarà da un'altra parte della città. I costi della visita si aggirano dai 20 ai 30$, mentre le medicine sono  più costose che in Europa visto che c'è le danno "a porzioni". Come in tutto il sud-est asiatico, le medicine vengono prescritte per i giorni  che servono e quindi magari ci ritrovate con 6pasticche esatte o mezzo  flacone. Non abbiamo ancora capito se sia meglio o peggio.
Negozietto locale
Vista dall'albergo
Eat like a local

Bibita locale..

Aspettando dal dottore
Se ve lo diciamo che ci fanno le foto!
Interno di un taksi

Quindi ora siamo in questo limbo, di nuovo a causa di Matteo, ad aspettare domenica per la nostra nuova destinazione, sperando che l’orecchio migliori.

PS Grazie ai giri in taxi di Silvia abbiamo scoperto che andare dall'albergo all'aeroporto in taxi costa 10mila rupie, basta non farsi prelevare all'aeroporto e scaricare al molo, perchè come detto, ci sono dei pedaggi che ovviamente vi caricano sul portafoglio. Un viaggio aeroporto-molo costa 100mila rupie...ma per chi va in vacanza sono spiccioli in effetti.

A presto per ulteriori aggiornamenti!


1 commento:

  1. ciao ragazzi.. che meraviglia di posto...resto incredula che silvia si avvicini cosi tanto agli squali...sei impazzita!!!!!! ;-) ma alla fine cosa aveva il tuo orecchio matteo? un abbraccio fabiana.

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