giovedì 31 marzo 2016

Il bello di riuscire ancora a meravigliarsi



La nostra nuova meta è stata suggerita da una collega di Silvia molti mesi fa e ha suscitato da subito la curiosità in lei e pure l' ambizione di raggiungerla. E' un posto poco conosciuto, se non nel mondo dei divers, forse per essere indicata solo parzialmente su Google maps e per i suoi costi proibitivi.
 
Come avete visto nel cartone animato di qualche post fa, è grazie alle nostre ricerche se fra due giorni raggiungeremo il sogno di Raja Ampat. (Vi cosigliamo di guardare su Internet la bellezza del posto)


Tutto ebbe inizio durante la preparazione per il nostro ritorno in Australia. Nonostante la paura di Silvia per il mare e i pesci, voleva continuare a vincere le proprio paure in un processo iniziato già ormai un anno fa nelle Filippine, quando a Puerto Princesa ci eravamo immersi insieme a pesci coloratissimi o quando abbiamo nuotato con gli squali balena (esperienza eticamente controversa, come già sottolineato).

E così, volevamo risalire la costa orientale per vedere altra Australia, ma soprattutto per vedere la barriera corallina, una delle meraviglie del mondo, ed i pesci che la popolano.

A pensarci bene, però, sapevamo già che sarebbe stata una grande spesa, e così Raja Ampat è stata l'alternativa dove, auspicabilmente, spenderemo meno (e visto l'Asia, che per noi è più invitante) ed inoltre da molti viene descritta come l'ultima frontiera (titolo che abbiamo sentito già per diversi posti comunque...).

È bastata una foto e Silvia si è innamorata. Per Matteo invece è stato da subito un bel posto ma non era troppo convinto visto i costi ma poi alla fine (come sempre) ha riconvinto Silvia  ad andare in un posto che le piacesse veramente e non in uno vicino.

Quello che sará lo scopriremo e cercheremo, per quanto possibile, anche di documentare un minimo, visto che il posto è conosciuto agli "insiders", ma sconosciuto ai più.

Tra l'altro speriamo di suscitare un po' di invidia nel papà di Matteo, appassionato di immersioni, che pratica nella zona tra Bogliasco e Portofino, e magari vorrà estendere il suo raggio d'azione in Papua!

Noi ci limiteremo allo snorkeling, che per l'appunto si preannuncia come tra i migliori del pianeta.

Non vogliamo alzare troppo le aspettative, ma siamo abbastanza gasati!

E Matteo è fiero dell'immaginazione di Silvia e del suo riuscire a stupirsi e rimanere colpita anche solo da una foto, tanto dal volerci come entrare dentro, per davvero infine, come sintetizzato nell'immagine ad inizio post, e realizzare un piccolo sogno nato strada facendo.

È stato così già per El Nido, e sarà ancora così nel corso del viaggio che ci attende!



In questi giorni siamo stati a Melbourne, dove ci sono 10 gradi meno che a Sydney, a salutare la zia Giulietta.
Si, Matteo in questa foto sembra sovrappeso, ma in realtà tra un po' gli si vede attraverso...
Girando la città insieme a Juta, conosciuta in ostello a Sydney, siamo incappati in una via dedicata agli AC/DC (ricordate il concerto a cui siamo stati mesi fa?)...e quindi foto!
La sera cena di famiglia!
durante la quale, Matteo ha stuzzicato Ida sull'argomento storia (prendendo spunto dal fatto che una sua collega del bar non sapesse chi fosse Cristoforo Colombo...), e Ida ha deciso di portarci, l'indomani, a vedere un po' di storia australiana, ovvero a Sovereign Hill (Ballarat), di cui avevamo letto sulla nostra guida, ovvero un paese dove (da quello che avevamo capito), tutto si è mantenuto come ai tempi della corsa all'oro.
In realtà è un parco giochi, ma bisogna dire che se l'Australia fosse ancora così, sarebbe una figata.
Sembrava di essere nella Hill Valley del 1885, per chi sa di cosa si parla!
Senza contare che anche l'indimenticato Proctor ha un'attività in paese! Come Doc Brown si era reinventato maniscalco, Proctor si è reinventato fabbricante di ruote!
Foto col piccolo grande Jacob in un momento di pausa:

Essendo la cittadina nata durante la corsa all'oro, non manca la dimostrazione di come produrre un vero lingotto d'oro 
Che una volta ultimato per la milionesima volta, finisce in cassaforte, dato che il suo valore sembra essere 160000 dollarazzi.
Ciò che rende questo posto bello ed interessante, seppur fasullo, è che al contrario dell'Australia moderna, ha un suo perché, è particolare ed ha un carattere, al di là del fatto che sembri di stare nel far west...appena arrivati davvero avremmo voluto starci per qualche tempo. Essendo un posto di frontiera, richiamava i migliori nei diversi campi per tirare fuori il meglio dal nulla, e così le varie attività erano una profusione di macchine a vapore, cinghie, ingranaggi e meccanismi veramente affascinanti!
Matteo è rimasto stupito nel vedere come, a differenza dei nostri tempi dove si attacca un macchinario alla corrente senza manco pensarci, una volta c'era un macchinario a vapore principale e tutte le altre erano collegate ad essa tramite un sistema di cinghie ed alberi che correva per tutto il soffitto, come potete più o meno intuire dalla foto appena sopra: una cinghia parte dal macchinario a vapore sottostante, fa ruotare un albero sul soffitto, dal quale partono diverse altre cinghie che raggiungono i macchinari sottostanti.
Questo richiedeva leve, "frizioni", puleggie e tutta una serie di accorgimenti ingegnosi cui non siamo più abituati al giorno d'oggi...è come vedere un orologio a molla quando si ha visto solo orologi digitali per tutta la vita.
Questo è quello che ci è mancato di trovare qui: avanguardia ed ingegno. Probabilmente per i nostri genitori tutto ciò era studiato a scuola e per i nostri nonni era il vissuto quotidiano, ma per noi era roba quasi mai vista.
Silvia invece è rimasta colpita dall’atmosfera in sé perché è stata poche volte in un parco giochi, oltre al fatto che a sprazzi c’era una piccola banda che suonava con dei cucchiai che avete visto nelle foto. Poi le piaceva tanto anche l’ambientazione far west. Ida è stata proprio gentile a portarci lì. Vogliamo cogliere l’occasione per dirvi quanto ci sia piaciuto Jacob, è un bambino molto curioso, conosce un sacco di cose ed è sicuramente il bambino più intelligente conosciuto in Australia, oltre che sopra la media per la sua età. Tra l’altro non si è mai annoiato in tutto il giorno e si vedeva la sua gioia di essere lì, cosa che la maggior parte dei bambini di oggi non riesce più ad apprezzare.
 
Ora siamo in aeroporto in partenza per Raja Ampat, ci sentirete tra più di dieci giorni visto che è un posto lontano dal mondo civilizzato....ancora per poco comunque.
Un abbraccio a tutti, noi cercheremo di spassarcela anche per voi che ci seguite assiduamente!

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