giovedì 17 settembre 2015

Nuovi personaggi del racconto

Ramblingzucchini attraversa nuovamente un periodo di stanzialità, ma ci teniamo a tenervi aggiornati sulla nostra nuova realtà.
Cominciamo col dire che Babar sta bene. Abbiamo chiamato un meccanico che è venuto a mettere tutto in ordine. Quel panzone si è preso per 2 ore di lavoro quello che Matteo ha guadagnato in una settimana, ma purtroppo nessuno di noi è bravo come meccanico o elettrauto, e non avevamo alternative.
Ecco il pachiderma al lavoro:
Mentre ecco Matteo mentre ammazza la noia mentre il ciccionazzo andava a recuperare il pezzo di ricambio.
Per fortuna funziona tutto, e abbiamo provveduto a trovare un altro posto per il vostro beniamino.

Le novità maggiori riguardano i personaggi con cui abbiamo a che fare quotidianamente.
Decidere da quale partire è difficile, quindi non c'è nessun ordine o priorità.
Eccoli:
- Il Cuoco: un italiano con un tono di voce strozzato alla fantozzi, che se la crede tanto, ma taaanto. Ogni tanto cerca di fare il simpatico, senza successo. Silvia lo conosce dall'anno scorso e da quando ha deciso di diventare vegano, va in giro a dispensare pillole di saggezza non richieste in merito a diete e alimentazione. Grazie al suo lavoro può praticamente autosponsorizzarsi, cosa di cui si bulla implicitamente, e fa parte della grande parte di sydneyani che la sera va al parco a fare ginnastica e sa fare i muscle-up dice (e chi se ne frega?).
La sua specialità è riempirsi la bocca di termini inglesi per dare spessore ai suoi discorsi su cibo e sport.
- Lo Smilzo: è il nuovo capo di Matteo, ed è ovviamente un idiota. Niente a che fare con il vecchio capo di Matteo, quello che lo ha schiavizzato e fatto sfuriare prima che decidessimo di darci alla macchia in giro per il sud-est asiatico. Questo parla e fa anche battute, ma non sa ovviamente neanche lui cosa fa quando fa i lavori.
La sua specialità è non portare gli attrezzi che servono per lavorare, e quando li porta, dimenticarsene metà. Una scenetta divertente ed emblematica (ma dell'australiano tipo in generale) è stato dover sbloccare un disco di una mola che era rotto: parte col dire "I got a plan". Quando un australiano vi dice di avere un piano, iniziate a tremare, perchè sarà totalmente stupido, e dovrete porvi rimedio a breve (anche il vecchio collega di Matteo nel suo altro lavoro a Sydney era solito ripete questa frase). Ha un buona idea, inserire la chiave per aprire l'anello di blocco, ed aumentare la leva con un tubo, ma....sceglie un tubo di plastica. Blocca il flessibile in una morsa e proviamo e riproviamo più volte. Ovviamente la cosa non funzona ed ha l'unico effetto di deformare il tubo. Allorchè Matteo, sempre facendo finta di suggerire una ipotetica soluzione, gli dice "E se provassimo a mettere l'anello di blocco nella morsa direttamente?". Lui risponde che non ci ha mai provato, ma che potrebbe funzionare. Magicamente l'incantesimo che tiene bloccato l'anello si rompe, con somma sorpresa del capo, che ricopre Matteo di lodi "Sei un genio! Con questo hai un punto in più!". Complimento che fa vergognare Matteo di essere in una tale situazione.
Allo smilzo sono collegati altri personaggi, ovvero
- La Vecchia: è la mamma dello Smilzo. E' una cara vecchina con diverse specialità: rompere i coglioni, avere il piacere nel sentirsi il capo e credersi un genio, non mancando mai di sottolinearlo. Finchè uno fa come vuole lei, è gentile e piena di premure, e questa è la strategia adottata da Matteo, che l'ha conosciuta perchè lo Smilzo lo ha spedito un giorno a fare un po' di giardinaggio a casa sua. Lei fa parte, con il resto della sua famiglia, di quella parte di Sydney (che in zona Double Bay abbraccia tutti, dal neonato al ragazzino al vecchio), che vive nel loro mondo fatato, fatto di classe e stile, dove anche i ragazzini di 10 anni hanno l'iphone 6 per chiamare la mamma, tutti hanno il mega suv e la villa, e sono tutti così entusiasti, interessanti, affascianti e facoltosi. Sono in grado di venire da te che stai scavando una fossa per costruire un muro e salutarti estasiati e meravigliati per sittanto lavoro.
La Vecchia si vanta di essere molto meglio del figlio nell'organizzare il lavoro (ed in effetti ci vuole poco), ma sa anche essere premurosa portando il thè e preparando il pranzo per chi lavora nel suo giardino. Grazie al suo charme che lo fa sempre ben volere a mamme e nonne, Matteo si è fatto subito adorare, e lei lo ha invitato ad una "festa", dove siamo andati entrambi a scroccare una cena, piena di gente facoltosa dell'alta società, che si riunisce in casa sua una volta al mese a parlare di cose interessanti, quella volta era su psicofarmaci messi in commercio senza nessun effetto migliore del placebo, ovvero argomenti che nel resto del mondo si sanno da decenni, ma qui in Australia pare non essere così, e la discussione era del tipo "setta segreta" (chissà che segreti svelati...). Ad un certo punto, quando la discussione si stava animando ed entrando nella parte interessante, la Vecchia ha deciso che basta così, era l'ora del dolce, e tutti ad ubbidire. Però ci ha fatto piacere passare una serata sicuramente diversa in loro compagnia, è stata anche una lezione di dizione inglese, e abbiamo potuto vedere come se la passano i giovani ricchi, molto facoltosi poichè probabilmente hanno avuto tempo e risorse per sviluppare molte capacità, infatti cantavano e suonavano il piano e chissà che altro sono in grado di fare, ma per sfuggire la noia si fanno di funghetti (che ci hanno provato ad affrire).
Un cane che girava quella sera
- Il Polacco: un collega di Matteo. Il primo giorno che si sono visti, manco lo ha salutato, e Matteo già lo aveva inquadrato come il solito europeo specializzato venuto qui col suo accento crucco e che aveva trovato la strada spianata grazie al suo mestiere. Invece durante una pausa pranzo è bastato fare la domanda giusta e....si è aperto un mondo: "Sette anni che lavori per lui eh? Allora questo lavoro e questo posto ti piacciono!" e lui risponde "Odio questo lavoro, e questo Paese è pieno di ritardati, sono così stupidi che non è neanche divertente quanto lo siano".
E' un personaggio dalle molte sfaccettature, alcune allarmanti, altre interessanti. Ha studiato storia ed archeologia e conosce un sacco, anzi due, di avvenimenti, ed è un peccato che uno che finalmente ha un minimo di cultura per fare due discorsi, sia un paranoico. E' venuto qui perchè sa che l'Europa colerà a picco, gli Usa hanno un qualche altro difetto non ben capito, e quindi qui spera di vivere in pace. Ha un piano diabolico per metterla in quel posto allo Smilzo perchè anni fa ha avuto un incidente sul lavoro dove si è distrutto la schiena, e ora sta cercando di fare soldi per trovare un buon avvocato, farsi risarcire e usare i soldi per andare all'università. Questo è il bello dell'Australia: lui ha 36 anni e con questa prospettiva potrebbe iniziare gli studi verso i 38 o dopo, ma una volta finito di studiare, a  qualsiasi età, puoi trovare lavoro per ciò che hai studiato. Uno scenario impossibile in Italia o in Europa.
Lui non usa la Opal card (che fa viaggiare su tutti i mezzi di trasporto a Sydney), per non essere tracciato, nonostante non sia nominale e la puoi cambiare quando vuoi dal tabacchino, e ti fa viaggiare gratis nel weekend. Ha detto che se non avesse avuto un incidente alla schiena avrebbe fatto domanda per l'esercito per imparare a riparare le armi, perchè in caso di conflitto nessuno ammazza uno che sa riparare le armi, e nell'antichità nessuno uccideva il fabbro per questo motivo.
Non vede gli ebrei di buon occhio, e per Matteo è finora uno spunto per sentire i fatti storici secondo un punto di vista diverso (tra l'altro lo Smilzo e la Vecchia sono ebrei, il che ovviamente porge il fianco ad una miriade di discorsi).
E' in grado di iniziare una discussione partendo da cosa si è mangiato nel pasto precedente e finire a parlare di dittature, complotti planetari, spie e veleni.
Ad esempio ha raccontato che suo padre era a fare l'elettricista dell'alta tensione in medio oriente e diceva che in Libia, Gheddafi aveva tirato su uno stato modello, dove il 94% delle donne era iscritto all'università, se uno voleva fare il contadino lo stato gli dava la terra e i macchinari, lo stato forniva la casa a tutti e la benzina era gratis, e la gente pagava solo per permettere il mantenimento del distributore di benzina. Poi ha deciso che voleva vendere delle quote o chissà che altro ai cinesi invece che agli americani perchè pagavano di più, e questa è stata la sua fine. 
Un po' diverso da quello che hanno sempre raccontato i (tele)giornali eh? Ovviamente visto il personaggio tutto è da prendere con le pinze, ma insomma un elettricista in trasferta non è che possa raccontare tanto di più di quello che vede con i suoi occhi. Come detto prima, sono tutti spunti per venire a conoscenza di punti di vista differenti per riuscire a capire infine dove stia la verità vera, perchè come dice il vecchio adagio, la storia la scrivono i vincitori, e quindi la verità ne risente sempre.
- Yo Bro: altro collega di Matteo, che ha preso il posto di un ubriacone sbandato che alla seconda volta è stato silurato. Yobro è un altro super convinto, di quelli che "un giorno vedrai, un giorno farò il botto, sarò ricco, farò i soldi e ho questo e quell'altro piano, sono il più forte, mi sbatto più di tutti e ho una marcia in più". Putroppo c'è pieno di sta gente da queste parti, e quando sembrano farcela è avvilente perchè ti domandi se davvero non si debba essere così per trovare il proprio spazio. Dice "bro" (abbreviazione di brother) tipo 30 volte in una frase di 10 parole. Però è amichevole e Matteo come sempre cerca di essere accomodante e dare possibilità a tutti di mostrare la loro personalit.
E' venezuelano e il suo paese è il migliore, hanno tutto, petrolio, acqua, risorse, ma ora è guerra civile e sono tutti poveri, ma una volta era meta di emigranti e con 2 bolivar si comprava 1 dollaro. Lo ripete tipo ogni giorno. Vuole diventare ricco in 5 anni qui e poi costruire con le sue mani la casa dei sogni in Costa Rica. E' qui da 3 anni col visto da studente (ma riesce a trovare lavori normali comunque) e deve già chiedere un anticipo al capo, insomma diciamo che il piano c'è ma è ancora in evoluzione.
Però è patito di surf e magari ci darà qualche lezione, sempre che non sia troppo occupato in uno dei mille business super promettenti che cerca di partorire come uno stitico.
- L'inguardabile Greco: capo di Silvia, brutto anzi bruttissimo (anzi inguardabile), un avvocato che ha rilevato l'ostello per il quale Silvia sta lavorando come receptionist. Ha la mania di guardare e riguardare le registrazioni video degli avvenimenti che avvengono nella reception e negli altri spazi ripresi dalle telecamere, cosa che fa sentire Silvia un po' (tanto) osservata durante lo svolgimento delle sue mansioni, ma non si può opporre, come fosse il grande fratello. Se non altro apprezza la ventata di novità che Silvia sta cercando di portare nel sistema diversamente furbo che è usato per organizzare l'ostello. Nonostante questa sua mania (ha pure le telecamere connesse al suo cellulare così da poter controllare tutto da casa, è un buona anima. Sta cercando di rinnovare l'ostello ma purtroppo lo staff che ci lavora è svogliato e appunto agisce da dipendente cioè fa il minimo necessario per non essere cacciato. 
- Angelo: il nostro migliore amico in ostello, ed infatti fra pochi giorni se ne andrà. Siamo un po' tristi, ma anche contenti per lui, venuto qui con un visto da studente perchè all'epoca non c'era il WHV per gli spagnoli, e quindi non si è mai mosso da Sydney. Ora che ha il WHV e un paio di cose gli sono andate male qui, può finalmente partire alla scoperta del continente, cambiare aria (è in questo ostello da più di un anno) e fare le sue avventure. E' un peccato per noi perchè è l'unico con cui fare dei discorsi, l'unico animo sensibile che abbiamo incontrato in pratica da quando siamo qui, ma lo vediamo che è un po' giù, e partire gli farà bene. Dopotutto lo ribadiamo, Sydney non è Australia, proprio per niente.
Al suo posto stanno arrivando schiere di italiani (che purtroppo più italiani di così proprio non si può!)

Passando agli avvenimenti, recentemente siamo andati al Royal National Park, descrittoci da tutti come un posto bellissimo, addirittura il più bello di Sydney, ma non ci ha entusiasmato, perchè è esattamente lo stesso tipo di paesaggio che abbiamo visto per i quasi 5mila km della costa da Perth a Sydney, in più il tempo era ventoso e freddo. Insomma, non ci piace fare i ricercati, ma la parte di Australia che abbiamo visto noi è veramente tutta uguale!
Diciamo che vista Bremer Bay, visto tutto, e che sfiga esserci stati nella stagione sbagliata.
Recentemente Silvia ha potuto riabbracciare le sue amate torte vegan, che ha aspettato così a lungo!
Ecco invece altre foto tratte dal nostro tempo libero
Perchè non l'ho trovato prima?????
Tra Cogee e Maroubra
Allora non siamo così lontani!
Lo skybar che ci ha fatto scoprire il nostro couchsurfer
Silvia finalmente ritrova le sue amate torte!
Felice come una bimba...
Invece per chiudere, un estratto, di australianità, l'essenza proprio. Rushcutters Bay Park, a 10 minuti a piedi dall'ostello. Ecco come da queste parti creano un sostegno per un ramo troppo lungo e pesante:
Cioè, puoi mettere una vite passante dentro il ramo??? E di fianco tanto di cartelli ad esaltare l'opera per la libertà di moviemento che lascia alla pianta.
Tra l'altro questi alberi sono stupendi, la cosa di Sydney che più piace a Matteo, gli ricordano quelli che avvolgevano i templi abbandonati a Ta Prohm in Cambogia, ad Angkor Wat. Sono proprio delle opere d'arte, delle sculure viventi, un inno alla vita!
Speriamo di avervi divertito un pochino, e vedremo come questi personaggi arricchiranno il nostro soggiorno in futuro.
Statecebbene!

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