venerdì 4 settembre 2015

Il ritorno

Ecco di nuovo a scrivere dall'altro capo del mundo!
Il viaggio in aereo è stato piacevole, entrambi i voli con pasti notevoli (ah, vi consigliamo, se mai voleste prendere un volo molto lungo, di prenotare pasti un po' particolari, perchè sono i primi ad essere distribuiti, almeno con Thai airways!) e possibilità di trangugiare a volontà qualsivoglia bevanda.
Arrivati all'aeroporto di Sydney ci accoglie calorosamente...nessuno! 
Prendiamo il bus (per evitare il salasso di 17 dollari a testa per 20 minuti di treno, ne spendiamo la metà per 1 ora e più di bus...) e raggiungiamo il nostro couchsurfer che gentilmente ci ha aspettati svegli fino alle 11 di sera, poverino. La notte non chiudiamo occhio fino alle sei di mattina (grazie signor jetleg per tenerci fedelmente compagnia!) e, nonostante avessimo previsto di svegliarci presto...sprofondiamo nel sonno fino all'una di pomeriggio, infatti il couchsurfer si chiede se siamo ancora vivi :) E per la seconda volta ci aspetta...chissà che avrà pensato di noi, irrispettosi italiani. Passiamo il pomeriggio assieme a lui, senza far nulla di che e ci risulta subito simpatico, socievole e alla mano. Ci rincuora sempre sentire che nonostante lui voglia vivere a Sydney o insomma in Australia, il calore europeo gli manca e infatti i suoi amici più stretti sono francesi. Il pomeriggio usciamo per andare in un bar in cima ad un alto grattacielo per vedere il tramonto, insieme al couchsurfer e....non fanno entrare Silvia perchè non è vestita in modo elegante, mentre Matteo diciamo che dava meno nell'occhio, quindi la colpa della nostra cacciata è stata riversata su Silvia. Beh ci ha fatto molto ridere e ci siamo detti "Welcome to Australia".
I primi tre giorni quindi li passiamo a smaltire il jet lag (anche se in realtà ci vorrà una settimana) e ad applicare per qualche lavoretto. Matteo prima di uscire a cena la domenica manda una candidatura come manovale tanto perchè gli avanzava un minuto e ....inizia il lunedì cioè esattam tre giorni dopo essere atterrati. Poco male come inizio! Ovviamente si tratta del solito lavoro da backpackers, sottopagato e con il solito capo minchione ma i lati positivi sono: ci mette 20min ad arrivare sul posto di lavoro, per ora, e ha orari molto umani, finisce alle 15:30!!! Insomma, per l'impegno che ci ha messo ha cercare lavoro, non ci si può troppo lamentare...
Martedì iniziamo la nostra avventura in ostello (ormai il fedelissimo di Silvia, dove aveva lavorato l'anno scorso al suo arrivo in città: come avrete notato il blog si è arricchito dell'utilissima sezione Download, dove potete scaricare il nostro primo documento gratuito e scegliere l'ostello più economico o quello che fa più al caso vostro). Arriviamo e chiediamo se hanno una camera doppia senza prenotazione...il receptionist ci guarda sbalordito (perche tutti prenotano se stanno più di due settimane ovviam...). Dopo di che riconosce Matteo, probabilmente perchè prima di scappare nelle Filippine lo aveva svegliato per farsi fare il check-out, e come ricorderete siamo arrivati tardi lo stesso... Ci trasferiamo nella nostra cameretta e ...il gg dopo a Silvia viene offerto un lavoro casual in una fabbrica, da un tipo in ostello che conosceva giá, il mitico Angel, anche lui fedelissimo che ormai ha fatto dell'ostello la sua casa.
La fabbrica in questione è la .......(meglio tenere la privacy), marca molto famosa di costumi. Il lavoro è noioso ma non le interessa, era molto contenta di poter già iniziare a sgambettare! Entrambi i nostri eroi se la ridono a lavorare con gli Australiani e mentre Matteo fa i soliti lavori fatti con il sedere, Silvia gira per il magazzino pensando a varie soluzioni piu veloci e dinamiche per il dispaccio dei costumi.
Siccome il capo di Matteo un giorno gli avevo detto che in caso di pioggia non ci sarebbe stato lavoro, Matteo per non rischiare si è dato malato e ha raggiunto Silvia al suo posto di lavoro, dove cercavano persone per la giornata.
Silvia lavora con una tedesca, la quale è molto stressata perché sta cercando uno sponsorship ma come già sapete è  molto difficile. Quando vede che il General Manager chiama Silvia in ufficio...le brucia e la fa sgambettare su e giù per le corsie del magazzino. Meglio dire, ci prova ma fortunatamente Silvia ha imparato a "farsi alleati i nemici" quando le serve (vecchio detto passatogli da un suo ave). Sto manager le ha proposto un lavoro, senza peraltro che lei chiedesse nulla, come "brand ambassador", che altro non è che la commessa ma solo per quella determinata linea di costumi, in un determinato posto. Silvia è rimasta sul vago, invece che declinare l'offerta xke non si sa mai che le possa servire per sopravvivere. 
Sempre riguardo al lavoro, Silvia ha poi trovato come receptionist in un ostello molto affollato per 4 giorni a settimana, a ....3minuti a piedi da dove viviamo! Insomma ci sentiamo fortunati!
Il lavoro da costumiera scostumata infatti finirà tra pochissimi giorni.
Ora però voliamo deliziarvi con i veri ramblingzucchini! Una volta sistematici in ostello, andiamo tutti contenti a salutare Babar, il nostro amato van. Sorpresa!!!!!! Hanno provato a rubarlo: hanno facilmente aperto la portiera, vista l'età avanzata del van, hanno sostituito la batteria (mancante) e hanno distrutto tutto il blocchetto di accensione. Poi hanno disattivato o rotto l'immobilaser (un'altra sicurezza della macchine australiane) e probabilmente sfasciato anche l'accensione LPG. Chiaramente è un lavoro che hanno fatto in più di una volta ma fortunatamente non ci sono riusciti e per ora il van è ancora li. Chiaramente l'assicurazione era scaduta da pochi giorni e il ragazzo del parcheggio sembrava pentito ma non sapeva che dire, visto che ogni mese lui ci diceva che il van era a posto. Effettivamente da fuori non c'è alcun danno, si vede solamente guardando il posto di guida. Almeno ha accordato di pagarci l'assicurazione...a parole. Vi aggiorneremo più avanti anche perchè forse dovremmo rottamarlo, forse no. Vediamo cosa ci riserverà la sorte.
Viviamo sempre nel vivace quartiere di Kings Cross, i matti e sotto droga non sono diminuiti, semmai aumentati ma a volte ci divertiamo. Chiaramente ci fanno pena ma a volte son talmente ridicoli che non si può non ridere. Però è un quartiere comodo sia per trovare lavoro, sia per spostarsi con i mezzi, sia per raggiungere la spiaggia, sia per arrivare in centro, sia per fare la spesa. Siamo molto, molto fortunati perchè siamo nell'ostello più economico ed è pure pulito, per gli standard degli ostelli, non per quelli di Primiero. Siamo tra i più vecchi in ostello ma abbiamo già incontrato persone simpatiche. Anche una coppia di italiani che condividono la nostra opinione sugli australiani: sono delle capre ignoranti e pure brutte. In Australia si vive bene ma con le persone che ci abitano e quelle che ci vogliono restare non abbiamo feeling. Magari siamo noi sbagliati ma notiamo che non siamo gli unici.
Quindi ecco, siamo qui da 2 settimane e stiamo prendendo le misure con questa nuova realtà, speriamo che la questione Babar si risolva al meglio.
Vi terremo aggiornati!

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