lunedì 13 luglio 2015

Dall'altra parte del mondo (la vostra)

E' passato un mese senza che ramblingzucchini venisse rinnovato.
Ne avete sentito la mancanza? Non sembrerebbe.
I propositi esplorativi di Matteo si sono dovuti ridimensionare, e quindi niente Cina, niente Tibet, niente più speranza di vedere e capire di persona, senza fidarsi del mezzo televisivo o di uno schermo in genere.
Siamo così tornati in Italia, in quanto Silvia aveva due grandi amiche che hanno deciso di fare il grande passo, e  di onorarla nel diventare  testimone o damigella. Sarebbe bello tenere una lista di questi piccoli sogni, per rendersi meglio conto del vero significato di questi mesi trascorsi, dove a tanta fatica e frustrazione si sono alternati anche momenti importanti da ricordare.
Certo tornare è stato un po' scombussolante: se l'anno appena trascorso per noi è stato come 10 anni per le esperienze che abbiamo fatto, qui abbiamo trovato "congelati" sia luoghi, che stati d'animo. Certa gente manco si è accorta di non averci visto per più di anno, data la loro abitudinarietà, che è in parte anche un po' quello da cui siamo "scappati".
Inoltre, non essere erranti e non avere attività a riempirci la giornata, ci ha fatto sentire dei disoccupati, situazione poco accettate dalle rispettive famiglie. Così abbiamo cercato di riempire il tempo in vari modi, tra cui capire come organizzare il ritorno in terra australis, giri in bicicletta, ritrovare i vecchi amici e arrampicare, insomma, muoversi un po' e fare dello sport, cosa che non facciamo da più di un anno.
Matteo, con il suo amico Francesco, ha realizzato una di quelle attività che avrebbe tanto voluto fare in adolescenza, quando invece tutti i coetanei erano troppo impegnati ad ingellarsi e fare i fighi in discotek, ovvero un giro vagamente organizzato con bivacco sulle alture genovesi. Una di quelle cose d'altri tempi, pare.
Hanno quindi unito due alternative per una supermegamaxi idiozia: raggiungere Campoligure in treno, attraversare i magnifici Piani di Praglia zaino in spalla, dormire in tenda, accarezzare con lo sguardo i laghi del Gorzente, e ridiscendere a Cravasco per arrampicare sul masso, dove un tempo si arrampicava prima dell'avvento delle palestre indoor.
Non un'impresa da ironman, ma visto come sono arrivati la domenica sera, una bella spremuta di gambe per loro.
Dopo 14 mesi in giro dall'altra parte del mondo, Matteo si è affidato ciecamente alle ferrovie dello Stato italiano, senza manco porsi delle riserve. Puntualmente, le FS hanno cercato di boicottare la loro impresa: treno in ritardo di 50 minuti (magari dite "soppresso", se i treni ci sono ogni 30 minuti, ridicoli!...ah ma giusto, in questo periodi ci sono gli annunci che ci informano di una variazione nell'offerta commerciale causa lavori di "potenziamento"....).
Viene immediatamente alla mente il viaggio impeccabile sulla terza classe thailandese, che non vorremmo sbagliare, ma è nel terzo mondo...
Imperterriti, cercano di raggiungere la coincidenza a Sampierdarena in bus, e arrivano presumibilmente 2 minuti in ritardo. Provano ancora a raggiungere la corriera per Masone, ma sul bus si rendono conto che non sarebbero arrivati in tempo a prenderla, e così tornano indietro e aspettano fino alle 12.30 in stazione di prendere il treno per Campoligure.
Avevano anche pensato di rinunciare ed andare ad arrampicare, ma c'erano ancora i margini per farcela, e hanno deciso di andare comunque, anche se grazie alle effeesse un itinerario da fare in un giorno, con pause e soste nelle ore più calde e magari digressioni, avrebbero dovuto farlo in mezza giornata, a partire dalle ore peggiori.
A dire il vero la stazione di arrivo è denominata Campoligure-Masone, e non si capisce il perchè visto che Masone è a 4 km, così abbiamo aggiunto 4 km di statale così per cominciare. Ma almeno era in piano! 
Di sentieri per raggiungere i Piani di Praglia in modo più veloce ce n'erano altri due, ma siccome Francesco aveva diligentemente scaricato l'itinerario, le intersezioni, i tempi ed i dislivelli, hanno deciso di fare il suo sentiero, che in teoria sarebbe dovuto essere anche più bello, sebbene più lungo.
La parte di sentiero da Masone (per le tappe sfogliatevi http://www.altaviadeimontiliguri.it/portale/lndex.jsp) non perdona, con una ripida salita che ci siamo fatti passare ridendo degli sketch sull'accoglienza in liguria, che purtroppo su internet non si trovano più.
Ed ecco che la strada diventa sterrata e si tramuta in Alta Via dei Monti Liguri!
Francesco, piazzatosi 39° alla competizione mondiale di selfies
Per fortuna dopo poco il sentiero viene circondato da alberi, così almeno non c'è pericolo di ustionarsi, ma è anche vero che non si vede granchè, ma Punta Martin è il loro riferimento.
La tappa 21, di cui stavamo percorrendo una parte, finisce davanti alla ormai dismessa galleria del Turchino
"C'è luce in fondo al tunnel"
e ti viene da chiederti "perchè una tappa finisce in questo posto dove non c'è niente, manco una fontanella?"...misteri del turismo in liguria...
Rifocillati dalla corrente fresca che esce dal tunnel, ripartono e finalmente arriviamo sul brullo altopiano dei Piani di Praglia, dove si può godere del panorama.
Forse non si vede bene, ma laggiù c'è il mare!
Un po' di fatica inizia a farsi sentire, ma per fortuna la giornata è ventilata, almeno evitano di spellarsi! Poi, finalmente, giungono sul sentiero che d'in Praglia conduce a Punta Martin, dove Matteo soleva andare a correre quando viveva a Genova.
Laggiù sul mare, Zena...
ma debbono rinunciare ad una puntatina al bivacco del Monte Pennello (in ristrutturazione), perchè sono già le 18 passate e sarebbe meglio avvicinarsi il più possibile per non arrivare troppo tardi ad arrampicare l'indomani mattina.
E così, dopo aver attraversato quelle vallate tanto care a Matteo, arrivano alla Colla di Praglia, fine della tappa 22, altro punto in mezzo al niente, su una strada vicino ai bidoni della rumenta.
Franceschino a sto punto è distrutto, anche perchè si è portato in spalla l'attrezzatura per arrampicare e non ha voluto dividere il peso. Non è possibile però dormire lì, inoltre essendo parco naturale, il campeggio è vietato.
Così hanno stretto i denti e un posto nascosto lo hanno trovato, si sono rinfrescati, hanno cenato e, all'arrivo delle tenebre, hanno montato la loro suite 5 stelle ollinclusiv
Dopo qualche mano a scala 40, i nostri eroi si appisolano.
Silvia li supporta da lontano con la sua dose di idiozia, inviando loro questa foto
che parla da sola...
Stranamente Matteo passa la notte in bianco, ed arriva anche qualche bestiolina incuriosita dalla tenda, ma il russio vigoroso di Francesco forse le tiene alla larga.
Ad una certa ora, Matteo esce e l'alba lo accoglie
Questa l'ha fatta Francesco eh!
come anche un robusto acido lattico nelle gambe.
Alle 8:30 l'afa è già predominante. Le tre ore che li separano da Cravasco sono molto faticose, e Matteo non si sente manco troppo bene...
Oltrepassato l'osservatorio del CAI, costeggiano il Lago Lungo
 e finalmente raggiungono Prato Perseghin
dal quale è possibile scorgere il mitico masso di Cravasco, all'ombra! La deviazione da prendere è in discesa, ma il caldo non perdona affatto. Quasi a destinazione trovano un fiumiciattolo nel quale rinfrescarsi i piedi
una vera goduria!
Purtroppo giungono al masso verso le 11:30 e il sole riesce ad allungare i suoi raggi anche sulla parete nord. Sfruttano gli ultimi istanti di ombra per arrampicare un paio di vie elementari, ma poi il caldo è troppo e alla fine rinunciano. Francesco si è portato tutto quel materiale per niente, o meglio, giusto per mettere a referto il fatto che l'impresa di traversata+arrampicata loro l'hanno portata a termine!
La corriera, da Isoverde, sarebbe stata alle 17:30, e così vanno nel bosco ad aspettare al fresco, dove c'è uno dei massi dove la gente capace va a fare boulder.
Altro pediluvio
Per farvi capire in che condizioni erano a quell'ora, tra quando Francesco si è seduto, a quando è entrato in coma
...
saranno passati circa 32 secondi.
Corriera fino a Pontedecimo e poi ultimo sprint, in quanto Matteo era andato in stazione a vedere se ci fosse un treno e appena uscito, ha visto passare il bus, così in stile Forrest Gump ha raggiunto Francesco alla fermata, che li ha riportati alla civiltade.
Gran bella uscita, resta però il solito rammarico nel vedere che qui posti (che in Australia o in Vietnam sarebbero pubblicizzati come mete turistiche principali) qui non se li fila nessuno, le infrastrutture o non ci sono o ti mettono i bastoni tra le ruote, e la solita accoglienza ligure condisce il tutto squisitamente. Un vero peccato!

Un post un po' così, tanto per non farvi perdere il vizio di spiare il blog.
Alla prossima!


2 commenti:

  1. Letto, per non perdere il vizio! Un saluto dalla Colombia! :D

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