giovedì 8 gennaio 2015

Se vieni a Sydney, non hai visto niente dell'Australia

In questo periodo stanziale, i fatti da raccontare non sono molti, così condividiamo i pensieri.
La prima impressione, venendo a Sydney, è che sia una città molto diversa dal resto del continente.
A Silvia non entusiasma come posto a causa della mancanza di singolarità, e da distante è un po anonima, a Matteo non dispiace, poiché alcune vie hanno il loro perché, e gli verrebbe da paragonarla QUASI a Parigi per certi scorci, nel senso case vecchie ma curate ed esteriormente ben mantenute.
C'è la famosa Bondi Beach, dove TUTTI vanno in continuazione e insomma, la vita sembra facile e comoda.
Questo post ci è venuto in mente quando abbiamo visto l'approccio di certa gente quando arriva a Sydney, magari come prima tappa in Australia. Ad esempio due italiani, appena arrivati, due settimane in ostello a Bondi Beach, e se la sono spassata alla grande, feste e quant'altro, e magari, come è successo a noi qui, trovano lavoro subito, e magari anche buono.
Vorremmo dire a questa gente, che siamo felici per loro, ma (e non vogliamo assolutamente tirarcela da esperti dell'Australia, quali non siamo) arrivare a Sydney, e fare come altri che abbiamo sentito e con cui abbiamo parlato, che magari stanno qui un anno intero perché si trovano bene, facendo qualche gita a Melbourne, nel Queensland e simili, e poi tornare a casa tutti gasati per l'esperienza in Australia", non è molto probante, e di australiana, la loro esperienza ha ben poco.
Non hanno fatto i conti con la famosa "wild life", che ti costringe, mentre guidi nelle pianure sconfinate, a stare attento che non salti fuori un canguro o qualche altra bestia a distruggerti la macchina (qui a Sydney le macchine manco hanno il bullbar, fate voi...), la città è tutta un sali scendi, completamente diverso dal piattume che abbiamo visto finora, ad eccezione di Albany.
Come detto, l'Australia che abbiamo girato parla di ore ed ore in auto in mezzo a paesaggi tutti tutti uguali, un metro dopo l'altro, per migliaia di km. Parla di strade incorniciate da cadaveri di canguri e ogni tanto qualche altra bestia. Parla di praterie aride, di villaggi patetici, di vita all'aria aperta, di scenari da frontiera o post-apocalisse. Di civilizzazione precaria, di gente brutta e grassa e monotematica.
Sydney non ha nulla di tutto ciò. 
L'esempio che salta all'occhio tra i primi, è che qui sono tutti palestrati. Dopo mesi di gente deformata da grasso e sedentarietà, arrivi qui e sono tutti dei culturisti, ma non per esagerare, davvero. Hanno la parte superiore del corpo deformata da muscoli gonfiati in palestra (e sicuramente con qualche aiutino).
Pensate voi, arrivare in un posto dinamico, pieno di gente (4 milioni su 22 totali del continente dovrebbe fare riflettere), dove le ragazze sono tutte bone (forse perchè sono straniere? :)) e i ragazzi sono tutti pompati, piazzarsi davanti alla spiaggia più popolare d'Australia e magari avere subito un lavoro!
Noi abbiamo vissuto tra Bremer Bay ed Albany per quattro mesi, e potremmo avere una visione distorta forse, ma il Nullarbor conferma la nostra idea, come il South Australia, che fino ad Adelaide seguiva lo stesso stampo, e dopo pure. Ci mancano da vedere i grandi deserti, la costa occidentale ed il nord, che quasi per definizione, sono anch'essi sterminati e desolati. Forse la costa est sarà diversa, non lo sappiamo.
Per non parlare degli aborigeni, che qui non ci sono. In genere, purtroppo, non è male se non ci sono, visto che la società li ha trasformati in un rifiuto, è come tali si comportano, ma comunque sono rimpiazzati dai personaggi che si vedono qui a kingscross, e in genere in tutta la città, sempre ubriachi e sfasciati.
Ma questo per dire, se arrivi qui e spendi il tuo anno in questo "bel" posto, meglio per te forse, ma non puoi andare in giro e parlare a proposito dell'Australia, perché non l'hai vista!
Il discorso è puramente "da bar", ovvero senza capo ne coda, non vuole essere invettiva, o accusa, o come detto per voler fare gli esperti, ma una semplice congettura scaturita osservando l'approccio, le scelte e le storie di altri arrivati qui.
Gud bai

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