giovedì 6 giugno 2019

Weekend a Rotorua

Auckland al tramonto
La stagione dei long weekends si conclude con la festa nazionale per il compleanno della regina (d'Inghilterra...).
Cotanta sudditanza ben si presta a noialtri i quali s'è tosto colto l'occasione per levar le tende e tornare all'esplorazione della terra aliena, sebbene gli alieni siamo noi!
Siccome Auckland negli orari di spostamento ha le autostrade intasate, la nostra strategia è stata che venerdì, Silvia appena finito il lavoro si è diretta con Scorpacciata carica del nostro necessarie all'ultima stazione del treno a sud della città, ad aspettare che arrivasse Matteo, che un viaggio con mezzi pubblici dopo tanto tempo lo ha pure apprezzato.
La guida di notte nelle buie strade della campagna neozelandese è un po' una seccatura, perchè il traffico è discreto ma senza illuminazione si è costantemente abbagliati dai fari delle macchine che vengono in senso opposto.
Per una volta abbiamo tradito il nostro vascello imperiale ed abbiamo alloggiato in un motel lungo la strada, nella ridente cittadina di Tirau, che tra le altre cose può vantare edifici in lamiera a forma di pecora
Soave risveglio
mentre attraversavamo la via principale, sui due lati della linea di mezzeria c'era un plotone di tipo 20 poliziotti che fermavano le auto nei due sensi per far contare i guidatori fino a dieci nel loro microfono etilometrico.
L'unica cosa che sa fare la polizia in Nuova Zelanda: provare a fare multe.
L'indomani mattina partiamo per gli ultimi km verso Rotorua accompagnati da un bell'acquazzone, che però si dirada quando raggiungiamo Waiotapu, una trentina di km dopo la città. Ci infiliamo nella Waiotapu Loop Road quasi per sbaglio e subito ci accolgono le Mud Pools, laghi di fango bollente che lasciano Matteo entusiasta. Silvia era già passata per questi luoghi nel suo viaggetto nel nord dell'isola tempo addietro, quindi non era così stupita.
Ecco un contenuto multimediale creato apposta per voi amato pubblico





Dopodiché ci siamo diretti al Waiotapu Thermal Wonderland, un'area piena di questo tipo di cose dove è possibile ammirare ed odorare zolfo a volontà.








Praticamente quest'area è in continua erosione e le voragini si allargano sempre di più consumate dai vapori e dagli acidi.
Quindi abbiamo finito il "loop" fermandoci ad un ponte denominato "hot and cold" oppure "the secret spot" oppure "the bridge", nella speranza di poter fare il bagno nell'acqua calda, ma un po' di sporcizia e un tipo bellamente nudo che si cambiava fuori dal suo furgone ci hanno infastidito e fatto dirottare su Kerosene Creek, un altro fiumiciattolo discretamente suggestivo, che purtroppo nella foto non rende



Immaginatevi una temperatura dell'aria di 3°C (con gente che scappa dal fiume alla macchina per non gelare) e di entrare in questo corso d'acqua calda con piccole cascatelle e le fronde degli alberi a fare una sorta di tunnel appena accennato, saturo di vapore e le foglie cariche di condensa e voi potete gratuitamente e liberamente andare dove volete, al suono dell'acqua che scorre. Siccome l'acqua non era caldissima Matteo ha risalito di qualche metro la corrente per trovare un punto sabbioso da dove evidentemente usciva del calore e ci si è andato a sedere sopra. Invano ha provato a convincere Silvia (che non era contenta della temperatura) a fare lo stesso, perchè pensava che sarebbe potuto esplodere o roba del genere.
Per evitare di fare la stessa corsa alla macchina, Matteo ha dovuto applicare parecchio zen. Mentre ci rivestivamo e Silvia chiaccherava con una sua vecchia conoscenza di Christchurch, un topastro gigante e per niente timido andava a farsi un giro per il parcheggio.
La sera abbiamo fatto un giro per Eat Street in centro a Rotorua, che nonostante abbia qualche vena un po' patetica in stile Pub Street a Siam Reap, è comunque un tentativo diremmo anche riuscito, di dare un po' di vita all'altrimenti dormiente Nuova Zelanda. La musica dal vivo per un fantomatico festival del Blues aggiungeva un certo perchè.
Il giorno dopo ci siamo cimentati nel Tarawera trail, aperto nel 2013, un sentiero di 15 km circa che porta al lago Tarawera, sovrastato dal monte Tarawera.
Tutto Tarawera, se non si fosse capito.
Il monte Tarawera è un vulcano non attivo che l'ultima volta ha sparato alla fine del 1800, distruggendo le Pink and White Terraces, che dovevano essere uno spettacolo incredibile. Cliccate per vedere come dovevano essere
Al loro posto adesso c'è una voragine. Ad ogni modo tutto questo non era visibile durante il nostro giro. Alla fine della camminata ci aspettava il lago con la Hot Water Beach, dove c'è anche un campeggio, con l'acqua letteralmente BOLLENTE che si tuffa nel lago assai freddino






Matteo nel lago freddo, ma non gelato
Monte Tarawera sullo sfondo

Sembra quasi un ornamento...


Camminare in questo tipo di foresta con questi alberi/felce fa proprio sentire di essere in un altro mondo, quasi preistorico.
Ed ecco Hot Water Beach in lontananza



Ci siamo preparati per entrare in acqua e, nonostante i cartelli che avvisassero che l'acqua scotta, Matteo si è scottato una mano e Silvia un piede, ma poca roba. entrando in acqua il corpo va in tilt perchè in superficie l'acqua è davvero tanto calda, ma in fondo è gelata quindi stai per fare un salto perchè le cosce ti bruciano ma poi realizzi che i piedi sono al freddo quindi la sensazione è strana. La gente sta spiaggiata sul bagnasciuga, ma Silvia non era a suo agio ed è uscita subito, Matteo ha fatto un giretto a vedere l'acqua calda uscire dalla roccia e gettarsi nel lago.
"Quanta energia gratuita!" pensava Matteo.
Al ritorno, per evitare altri 15 km, abbiamo preso il water taxi, che in 10 minuti ci ha riportato alla macchina.


La sera di domenica abbiamo ampliato il curriculum fantozziano di Silvia ai ristoranti, dove ad attenderla c'è sempre un piatto sbagliato, o un cameriere sgarbato, oppure la sua specialità è ordinare una pietanza non disponibile. Senza almeno una delle tre opzioni, la serata è da considerarsi un  fallimento.
Il lunedi Silvia ha avuto modo di ampliarlo ulteriormente perchè dopo lustri aveva prenotato un massaggio, ma la massaggiatrice non si è presenta nello studio perchè....si è dimenticata!!!
evvai.

Finalmente un weekend esplorativo come mancavano da troppo tempo!
Saludos

giovedì 2 maggio 2019

Foto e video acquatici delle Samoa

Eccoci qua come promesso a mostrarvi le foto che mancavano delle Samoa! Non sono molte e sarebbe stato meglio inserirle nei post appropriati, ma sappiamo che tanto poi nessuno torna a guardarli, quindi scusate questa esposizione un po' sterile.
Le prime sono della To Sua Ocean Trench, che se la cercate su inernet ovviamente trovate foto dai colori sgargianti tipo queste
ma noi ci siamo accontentati di quello che abbiamo visto:
 



Silvia piegata dai goccioloni di pioggia

Che fatica stare in posa per la foto...
 Attraversata la galleria a nuoto si sbuca in un'altra apertura, come vedrete dopo nel video!


Si torna indietro!

Dopo un po' Matteo inizia a fare il pirla attratto dalla roccia dopo mesi e mesi di astinenza




Una foto per far capire quanto pioveva

e intanto Matteo si sposta a pirleggiare sopra la galleria, tutto molto viscido ed instabile





Ecco un video-riassunto del nostro giro nella mega pozza!



Ecco invece l'abbigliamento di Silvia per ovviare al fatto di aver usato i suoi unici vestiti per fare il bagno

Luna piena sull'oceano con palma a Lalomanu

Le ultime immagini sono invece delle Papase'ea Sliding Rocks, scivoli acquatici naturali!


Bei ricordi!
Ora però la pacchia è nuovamente finita, cercheremo comunque di tenere il blog attivo anche se l'inverno e le piogge sono in agguato.
Stateci Bbbbbene!