giovedì 2 maggio 2019

Foto e video acquatici delle Samoa

Eccoci qua come promesso a mostrarvi le foto che mancavano delle Samoa! Non sono molte e sarebbe stato meglio inserirle nei post appropriati, ma sappiamo che tanto poi nessuno torna a guardarli, quindi scusate questa esposizione un po' sterile.
Le prime sono della To Sua Ocean Trench, che se la cercate su inernet ovviamente trovate foto dai colori sgargianti tipo queste
ma noi ci siamo accontentati di quello che abbiamo visto:
 



Silvia piegata dai goccioloni di pioggia

Che fatica stare in posa per la foto...
 Attraversata la galleria a nuoto si sbuca in un'altra apertura, come vedrete dopo nel video!


Si torna indietro!

Dopo un po' Matteo inizia a fare il pirla attratto dalla roccia dopo mesi e mesi di astinenza




Una foto per far capire quanto pioveva

e intanto Matteo si sposta a pirleggiare sopra la galleria, tutto molto viscido ed instabile





Ecco un video-riassunto del nostro giro nella mega pozza!



Ecco invece l'abbigliamento di Silvia per ovviare al fatto di aver usato i suoi unici vestiti per fare il bagno

Luna piena sull'oceano con palma a Lalomanu

Le ultime immagini sono invece delle Papase'ea Sliding Rocks, scivoli acquatici naturali!


Bei ricordi!
Ora però la pacchia è nuovamente finita, cercheremo comunque di tenere il blog attivo anche se l'inverno e le piogge sono in agguato.
Stateci Bbbbbene!



domenica 28 aprile 2019

Avventure e disavventure alle Samoa

Siamo riusciti a dormire una notte gratis in un resort in Polinesia!
In pratica ci hanno chiesto di fare da modelli per uno spot internazionale sulle Samoa.
Più o meno...
La verità è che l'ultima camera disponile era vicino agli inservienti, con tanto di bagno e doccia all'aperto in comune con loro. Sti qui hanno pensato bene di parlare tutta la notte e alle 6:50 iniziare a sbattere porte e rompere vetri, così a forza di lamentele ufficiali ci hanno rimborsato! MHUAHAHAHHHH!
Così siamo ripartiti con la nostra supercar e ci siamo fermati in una zona adocchiata da Silvia dall'aereo per fare snorkeling, ed è rimasta molto contenta!
Quindi siamo andati alle Papase'ea Sliding Rocks, ovvero cascate così lisce e scivolose che si possono usare come scivoli! Bellissime!
Anche qui, siccome eravamo a bagno e pioveva, niente foto col telefono e dovrete aspettare che si torni per vedere i video.
Silvia all'inizio aveva un po' di timore ma poi come sempre è riuscita a vincere le proprie paure.
Essendo nelle vicinanze di Apia, ci siamo fermati per la notte, girando un pochino il poco che la città ha da offrire




Il giorno dopo siamo andati a vedere se la Palolo Deep Marine Reserve, riserva marina della città di Apia, aveva di meglio da offrire rispetto al posto scovato da Silvia, e la risposta è no. C'è da dire che quando siamo entrati c'era una corrente piuttosto forte che spingeva a riva e quindi non ci siamo avventurati troppo al largo,. Il posto non ci ha entusiasmato sebbene ci siano coralli da vedere praticamente in città. Noi apprezziamo sempre, solo vogliamo dare una visione oggettiva a chi cerca info.
Poi siamo andati da un dentista locale consigliatoci da un australiano incontrato a Lalomanu per riparare un dente di Matteo, così potrà diventare una celebrità mondiale aprendo bottiglie coi denti anche lui.
Per la seconda sera in fila abbiamo fatto i gourmet tra un paio di ristoranti italiani, con le conseguenze che il giorno dopo Silvia si è svegliata ammalata probabilmente a causa della cena della sera prima, quindi Matteo ha dovuto invocare gli spiriti protettori della pazienza per gestirla, anche se in effetti è più docile del solito. Alla ricerca di un posto per dormire ci siamo infilati in un fosso a bordo strada con la macchina che raschiava tutto sotto e non voleva saperne di uscire. Abbiamo fermato un manipolo di energumeni locali che han pensato di poter semplicemente tirare su la macchina di peso fuori dal fosso. Alla fine unendo muscoli ed idee ce l'abbiamo fatta. Inutile dire che qui sono dei tori.
Un'altra figuraccia da turistelli...che vergogna...
Ecco la malaticcia


Così ci siamo parcheggiati in spiaggia ad aspettare che riprenda a rompere le scatole (segnale che dice che si sta riprendendo)

Una cosa di cui non abbiamo parlato è che il mercato centrale è aperto 24 ore al giorno, perché alcuni venditori dormono nella loro bancarella, probabilmente non avendo altro posto dove andare, come alla stazione dei bus a Pakse in Laos dove era stato Matteo. Siamo entrati nel mercato verso le nove di sera per prendere un ananasso e, con la torcia, passavamo tra i venditori un po' intontiti che quasi sottovoce provavano a vendere qualche frutto.
Sempre in ambito di stranezze, anche qui come in Nuova Zelanda c'è una specie di radio maria subliminale, ovvero senti queste canzoni con ritmi moderni (pure fin troppo moderni...) e poi ad un certo punto ti rendi conto che parlano di andare in chiesa ecc.
Gli ultimi due giorni non abbiamo fatto molto perché Silvia stava male, così ci siamo rifugiati in delle casette in cima alla collina che separa il nord ed il sud dell'isola, lungo Cross Island Road, molto tranquille, senza nessun altro intorno, telefono che non prendeva, l'unico rumore Silvia che rantolava per il mal di pancia, e la pioggia.

L'ultima notte l'abbiamo passata in un motellaccio vicino all'aeroporto, che come cena offriva solo uno scaffale di istant noodles con scritto "al gusto artificiale di pollo".
Così siamo andati a cenare allo Sheraton, dall'altro lato della strada. Ci sembrava un'alternativa valida.
A parte gli scherzi, era l'unica cosa da visitare lì in giro e purtroppo i prezzi non erano tanto più alti che dalle altre parti, quindi...
Alla prossima per i video!

martedì 23 aprile 2019

Upolu, Samoa

Una cosa che ci siamo dimenticati di dire dei nostri amici per una sera, è che lui apriva le bottiglie di birra con i denti! Anche se poi abbiamo scoperto non essere una grande impresa perché i tappi sembrano incollati molto male, quasi fossero solo appoggiati ahahah 
Upolu è un po' strana perché pur essendo in sostanza "povera", tutto è curato in modo maniacale come un ricco Paese anglofono, l'erba è tagliata corta ed i bordi delle strade assomigliano ad un giardino botanico.
La sera del sabato oltre alla cena avevano preparato le danze "rituali" per intrattenere i turisti, Matteo ha trovato interessante solo la parte col fuoco
(per i video dovrete aspettare il ritorno a kiwiland)


Il giorno di Pasqua Silvia ha trascinato Matteo ad assistere ad una messa locale, che in effetti è più allegra di una messa italiana, anche se Silvia preferisce quelle africane. Tutti erano vestiti di bianco e secondo  Silvia le donne sposate portavano il cappello bianco mentre quelle da "maritare" avevano i capelli sciolti o raccolti in una treccia. Le musiche erano un po' natalizie un po' da radio insomma facevano anche sorridere. Poi i giovani hanno fatto una specie di scenetta per rappresentare la passione di Cristo e tutto si è risolto in 20 minuti di canzoni e coreografie..altro che la pallosa messa italiana di lettura della passione. Ma appunto Silvia rimane dell'idea che la musica africana e i canti siano sicuramente di un livello superiore. In NZ caricheremo i video.




Inoltre Matteo ha perso i suoi sandali che erano le uniche calzature che si è portato dietro, forse rubate da qualche cane o da gente di passaggio, quindi adesso deve andare in giro scalzo.
Ecco l'ultima istantanea dell'affiatata coppia Matteo-sandali
Ridi ridi...
Ed ecco la visuale a Lalomanu 


Per Pasqua ci è stato preparato un pranzo a base di specialità locali, diverse delle quali avevamo già provato al mercato di Apia, tra cui Faiai Eleni, che consiste in mezza noce di cocco ripiena di pesce cotto in latte di cocco, buonissima, e Palusami, ovvero fagottini di foglie di taro, ripiene di latte di cocco e cipolle, e Taro, che è una sorta di patata locale che viene usata a fette come il pane.
Tra le cose che avevamo assaggiato c'è anche il bread fruit, di cui vedete l'albero sotto, che viene anch'esso arrostito ed usato tipo pane

Lunedì siamo andati alle To Sua Ocean Trench, ma siccome pioveva a catinelle ed eravamo in un cratere stracolmo d'acqua, dovrete aspettare che si torni in Nuova Zelanda per poter caricare foto e video che abbiamo fatto. Dentro questo lago, l'oceano spinge l'acqua che, quindi, con il ritorno delle onde, forma delle correnti che spingono prima in una direzione e poi nell'altra.
Siamo stati lì un bel po' di tempo, poi Matteo ha provato ad arrampicare un pochino ed il "buon senso" dei turisti lo ha fatto rinunciare una volta quasi finito perché mentre era appeso all'arcata superiore della caverna, la gente pensava bene di stare a guardarlo direttamente sotto di lui, con infanti compresi, con rischio che Matteo gli cadesse in testa con pure qualche pietrone. Senza parole... Ma è stato comunque divertente!
Dopo di che siamo andati a sprecare tempo e soldi per vedere le cascate Sopoaga, dove l'unica cosa che si può fare è questa foto

L'adolescenza da queste parti deve essere molto sconquassante, perché i bambini sono gracilini mentre gli adulti sono dei gorilla panzuti, sia uomini che donne, e non si intravedono mezze misure, quasi come se ad un certo punto li sostituissero! La versione di Silvia invece è che sono dei tori altri che panzuti e a forza di carne e lavori forzati tipo spaccare noci di cocco e legna per il fuoco si formano dei muscoli pazzeschi. 
Vagando per l'isola, viene naturale guidare lentamente perché c'è pieno di famigliole di maiali ai lati delle strade, oltre ai cani più o meno randagi e i bambini. 

Lo sport principale viene detto essere il rugby, ma noi abbiamo trovato molta gente giocare a pallavolo.

Il martedì siamo andati a Matareva beach. Il gran caldo ha spinto Matteo a ingegnarsi per evitare un'ustione.

Evidentemente sentiva la mancanza dello scherno locale.




Non fatevi fuorviare dalle foto paruadisiuochue, il fondale è pieno di coralli rotti che rendono la camminata in acqua molto scomoda. Non ne vale la pena.
Grasse risate.
Dopo di che Matteo ha dovuto alzare bandiera bianca e piegarsi ad acquistare delle odiate infradito, perché la pelle dei piedi ormai era infuocata.
Quindi, abbiamo frustato la nostra Toyota Raum in un percorso fuoristrada che ha confermato la nostra approvazione per questa umile ma gagliarda vettura.
Nonostante le piogge torrenziali che ci becchiamo ogni giorno ci sono comunque momenti della giornata in cui il sole ci viene a saltare e ci lascia godere questo angolo di paradiso. Finora ci siamo presi belle docce ma anche belle sudate. Perfetto :)
Invece per cena siamo scappati in uno dei baracchini che fanno barbecue a bordo strada e alla inconsueta richiesta di Silvia di mangiare lì dentro hanno risposto con un sorriso, si sono interessati a noi e ci hanno pure offerto l'acqua. Erano proprio carino.Comunque ogni notte ci sono acquazzoni e durante il giorno piove svariate volte, ma la natura ed il caldo aiutano a riconciliarsi con il paesaggio, perché non serve granché, un telo sui genitali e via scalzi in giro, se piove ci si asciuga più tardi.
Inoltre il sole sale presto e con esso la gente, e tramonta presto, e con esso la vita dell'isola.
I turisti sono per lo più provenienti dalla Nuova Zelanda e dall'Australia.
Vabbè, aggiungendo il fatto che qui è tutto assai costoso e qualsiasi punto sulla mappa richiede il pagamento di un pedaggio, abbiamo finito la parte meramente descrittiva della parte di Samoa che abbiamo visto.
A presto per altri aggiornamenti!

sabato 20 aprile 2019

Era ora di una bella vacanza

Dopo tutte queste settimane di duro lavoro era il momento di prendersi una bella pausa.
(Sottile ironia)
Sfruttando un mega ponte di Pasqua e Anzac Day, prendendosi tre giorni di ferie se ne potevano accumulare 10 consecutivi!
Anzac Day è quella festa dell'esercito congiunto australiano e neozelandese dove festeggiano il fatto di aver attraversato il pianeta durante la prima guerra mondiale per essere sterminati nello stretto dei Dardanelli...ne aveva già parlato Matteo nella sezione "il prologo di K" che fa da preludio al blog.
Ad ogni modo, con grande faccia tosta abbiamo chiesto ed ottenuto le ferie ed ora siamo qui alle isole Samoa!

Siamo arrivati prima del tramonto ed il clima caldo e molto umido ci ha accolti, insieme alla cortesia locale.

La mattina del primo giorno Silvia aveva deciso che per Matteo era ora di alzarsi ed andare a procacciare la colazione 

Non avendo molta scelta e un bel po' stordito, Matteo si avventura per la sonnolente Apia, capitale dell'impero delle Samoa, formato principalmente dall'isola di Upolu, dove siamo adesso, e dall'isola  Savaii, meno abitata e selvaggia.
Punto più basso della sua storia di cavaliere errante, Matteo si è ritrovato a perdere i soldi dalle tasche al mercato centrale, ma un manipolo di donne locali lo hanno chiamato per fargli notare la cosa e si sono affrettate a riportarglieli.
Che vergogna...
Comunque, piccola parentesi, Matteo ha trovato il nome per il motorino di Auckland: Ronzinante, come un altro famoso destriero!
Dopo essere tornato al rifugio con 4 litri di acqua, banane e sushi, siamo andati a prendere la nostra macchina per esplorare l'isola.

Durante Pasqua l'isola chiude i battenti perché qui sono molto molto religiosi e festeggiano la Pasqua a suon di messe, mangiate e dormite.
Inoltre il samoano fa anch'esso parte delle lingue che si leggono come si scrivono.
Siamo tornati al mercato ad assaggiare qualche piatto locale prima di partire per le Piula Cave Pools, un laghetto che esce da una grotta in cui abbiamo trovato un po' di refrigerio con il sole che pompava 35 gradi e l'umidità sempre molto alta.

E nel pomeriggio ci siamo spostati lentamente verso Lalomanu

La foto della vista dalla nostra camera non rende granché ma siamo alla fine della stagione delle piogge quindi qualche acquazzone ci toccherá!

La sera l'abbiamo trascorsa con una coppia locale che festeggiava l'anniversario di matrimonio, super simpatici!
Vabbè questo era un aggiornamento flash tanto per dirvi dove siamo al momento, prossimamente più foto e dettagli!
A presto